Il dovere di ''farci sentire''
Il 16 aprile a Bevera (LC) l’enciclica Evangelii Gaudium ha riunito un gruppo di laici. Ci siamo ritrovati ancora insieme, per aiutarci nel cammino di tutti i giorni che ci chiama all’annuncio del vangelo. It’s up to you era lo slogan dell’incontro che ha preso in considerazione diversi temi.
Il primo era: “Comunicazione e linguaggi - farsi capire”.
Dobbiamo comunicare pochi e semplici concetti espressi nel vangelo. La sfida dei linguaggi oggi passa attraverso una situazione culturale cambiata. Ci sono persone che hanno ancora come sottofondo i messaggi di una chiesa dogmatica, fatta di proibizioni e contraddizioni. Ma questa ha camminato per duemila anni e noi dobbiamo rivedere certe opinioni. Inoltre, spesso rischiamo di avere in bocca frasi che però non fanno parte del nostro reale pensiero. Per questo, riteniamo che il linguaggio migliore sia quello che crea una relazione, partendo da gesti semplici...
Un secondo tema affrontato era “Fragilità e fatiche: comunicare stanca”.
Abbiamo constatato che ci sono sofferenze non da poco nel comunicare la gioia del vangelo. La prima cosa è essere consapevoli di queste difficoltà, che non vanno interpretate come un segno di debolezza. Noi laici siamo sicuramenti privilegiati, perché il nostro lavoro e la vita di tutti i giorni ci portano già ad immergerci nel “fuori”. Per questo, possiamo vedere e trovare opportunità meglio di altri.
Ci siamo accorti che la ricorrenza della parola “povero” nella EG è molto frequente. Spesso leghiamo questo termine solo a un’esigenza di solidarietà.
Dobbiamo sentire forte la responsabilità del fare e del donare, perché abbiamo ricevuto qualcosa che ci ha reso gioiosi e non possiamo tenerlo per noi. Abbiamo il dovere di farci presenti, facendo sentire la gioia del vangelo, vivendo le gioie e le sofferenze della vita.







