Il terremoto in Giappone
In Giappone, il 16 aprile 2016, nella regione di Kumamoto, si è registrato un terremoto di magnitudo 7,3, con un bilancio di 39 morti. Alcune settimane dopo, i nostri confratelli bergamaschi, che operano proprio in quella zona, p. Franco Sottocornola e p. Piergiorgio Moioli, ci raccontano delle difficoltà della popolazione e di quanto la chiesa cattolica fa per soccorrerli con le opere di misericordia della Caritas Japan.
p. Gerardo Caglioni, sx
Qui le scosse di assestamento continuano, alcune anche piuttosto forti. E sono ormai passate alcune settimane dalle due prime tremende scosse di terremoto dei giorni 14 e 15 aprile! Tanta gente, nella zona, ancora vive fuori casa perché l’abitazione è pericolante, o senza acqua, o senza ascensore, abitando magari al 7° o 8° piano.
Anche questa volta si riprenderanno!
Ma, da un paio di giorni, i mezzi di comunicazione hanno ripreso a funzionare regolarmente. Solo alcune strade rimangono interrotte. Le scuole non hanno ancora ripreso la loro attività. La Caritas Japan si sta attivando per assistere quanti sono nel bisogno. Ha posto la sede nell'asilo vuoto della chiesa di Kikuchi, di cui è parroco p. Moioli (nativo di Nembro).
Ci vorrà ancora tempo perché tutto riprenda. E qualche anno per ricostruire gli edifici danneggiati. Ma i giapponesi sono preparati a questi eventi e sanno reagire molto bene. Anche questa volta si riprenderanno! Molti volontari sono arrivati da varie parti del Giappone (per esempio da Kobe, dove 20 anni fa ci fu un terremoto ancora più forte e disastroso!).
Come ho già scritto, grazie a Dio, qui a Shinmeizan (il centro di dialogo interreligioso di p. Franco) non abbiamo avuto danni!







