Il concorso “Missio Ragazzi”
S’è concluso, come da tradizione, al Parco della Mondialità di Gallico il Concordo Missio Ragazzi 2025-2026 che aveva per titolo: “Tu sei salvezza e speranza per tutte le creature e i popoli oppressi”.
In linea con i temi promossi da papa Francesco e condivisi da Papa Leone XIV, il percorso proposto nelle scuole richiama alla responsabilità personale verso la cura del Creato, a partire dall’attenzione e la cura dell’altro così come delle creature intorno a noi e della natura oggi così devastata. L’obiettivo del Concorso è richiamare alla responsabilità personale e comunitaria, ogni giorno, per costruire la Pace con piccoli gesti quotidiani concretamente a partire dal nostro quartiere.
Viviamo in una società sempre più centrata sul profitto economico delle multinazionali che schiacciano i valori umani. Un esempio è la deforestazione in Amazzonia, dove attivisti indigeni lottano e perdono la propria vita per difendere i loro diritti e per tutelare la Natura. Ora si può parlare anche di deforestazione urbana nelle nostre città. Di fronte a tutto ciò, è doveroso approfondire le tematiche con gli studenti, affinché almeno loro siano una generazione più consapevole e umana della nostra.
Ringraziamo, pertanto, le scuole che hanno aderito, da primarie a superiori, con i dirigenti e i docenti coinvolti. Gli studenti hanno realizzato elaborati significativi, multimediali e uno cartaceo, premiati tutti per la cura e la qualità espressa. Alla nostra richiesta di tradurre in elaborato un’azione intrapresa per la cura del bene comunitario, le risposte non si sono fatte attendere sia per qualità che per varietà dei contenuti e tutti emozionanti.
Gli studenti al Parco hanno ammirato un paesaggio verde naturale ben curato e i simboli di grandi civiltà creati nel 1970 dal Saveriano p. Aurelio Cannizzaro, pietra su pietra e albero dopo albero, con gli abitanti del posto, e oggi custodito grazie all’opera della comunità Arkè CE.RE.SO.
Ragazzi e ragazze hanno incontrato alcuni testimoni del nostro tempo: due giovani testimoni, ospiti della comunità, che hanno sottolineato l’importanza della volontà per non lasciarsi trascinare in percorsi da cui è impegnativo uscire, pagandone le conseguenze in famiglia, negli affetti e nella sana realizzazione personale.
Giuseppe Marra, Dirigente dell’Unità Sindacale di Base Calabria, ha rilevato l’importanza della relazione tra lavoro agricolo, migrazioni e razzismo, a partire dall’esperienza sindacale maturata nella Piana di Gioia Tauro che riguarda tutta l’Italia e non solo la Calabria. La raccolta degli agrumi da parte dei primi migranti trenta anni fa era basata sul rispetto e l’accoglienza, ma nel tempo ha assunto una connotazione sempre più razzista a causa della propaganda fondata sulla paura dello straniero fino ai fatti del 2010 a Rosarno. A ciò si aggiunge il pregiudizio di incontrare nell’altro una persona non scolarizzata, quando invece, come nel caso del mediatore Ibrahim Diabate, siamo di fronte ad un insegnante proveniente dall’Africa.
Proprio Ibrahim Diabate, originario della Costa d’Avorio, spiega di essere partito dal suo Paese affrontando un viaggio via mare pieno di sacrifici e rinunce per arrivare in Calabria e recuperare la dignità di vita e la serenità, com’è il sogno di tutti, per poter proseguire il suo cammino di vita. È un poeta e ha trovato nella scrittura uno sfogo alle vicissitudini patite nella vita. Nella poesia “Sono nudo (L’Umiltà)” dice: “A volte mi vengono le lacrime agli occhi… trovo che non ci sia più umiltà… dammi forza ora, oh Dio”.
Era presente il vicario vescovile, mons. Pasqualino Catanese. Agli studenti ha detto che loro sono il presente che costruisce il futuro, custodendo i valori della fraternità. Il direttore del Centro missionario diocesano, don Yves Pascal Nyemb, ha concluso gli interventi ringraziando le scuole presenti.







