Dal Camerun alla casa madre di Parma
Dalla missione in Camerun sono stato richiamato in Italia per svolgere il compito di rettore della casa madre del saveriani a Parma. In Camerun ho lavorato quattordici anni di seguito, impegnato nell'insegnamento della Bibbia e nell'attività missionaria diretta, specialmente con i catecumeni, cioè con coloro che hanno desiderato diventare cristiani e far parte della chiesa.
Il distacco dalla missione mi è costato parecchio, perché la pianta soffre quando è sradicata da un buon terreno e l'Africa resta nel mio cuore. Tuttavia ho accettato volentieri, ricordando la parola che il beato Conforti ha scritto nel suo documento più ispirato: la "Lettera Testamento". Egli esorta i saveriani a "lavorare con lo stesso entusiasmo sulle frontiere della missione e nelle case dell'istituto in patria".
A Parma, la città del Conforti
È vero, io avevo già lavorato per quasi diciott'anni in Italia nell'insegnamento biblico e nell'attività pastorale a servizio della diocesi di Parma, prima di raggiungere la sospirata missione, ormai in un'età avanzata. Ma ora mi si chiede un servizio altrettanto utile al bene della nostra famiglia missionaria.
La casa madre è il centro storico dei missionari saveriani e il luogo di accoglienza e di ritrovo per tutti. Il suo impianto iniziale è stato voluto e realizzato dallo stesso mons. Conforti. Essa svolge attualmente una triplice funzione:
- accogliere tutti i saveriani, in particolare i confratelli anziani e malati, bisognosi di assistenza medica;
- essere un centro di spiritualità missionaria grazie anche al santuario, aperto a tutti ma in particolare a servizio della chiesa di Parma;
- essere un polo culturale nella città, con la biblioteca Conforti e il museo cinese ed etnografico, che rispondono a questa terza esigenza.
"Mi affido alla vostra preghiera"
Nel momento in cui assumo questo incarico, sento il bisogno di ringraziare tutti coloro che mi hanno accompagnato durante gli anni di missione, in modo particolare il GAMS - il gruppo amici dei missionari saveriani -, che spesso ha espresso la sua solidarietà. Il Signore li ricompensi.
Mi affido ugualmente alla comprensione e alla preghiera di quanti sono affettivamente legati alla casa madre e ai missionari che vi abitano e sostano. Insieme lavoriamo alla grande causa del regno di Dio nel mondo, tramite l'opera della chiesa.







