I nuovi compagni di strada
Da tempo, la comunità saveriana di Vicenza si chiedeva come utilizzare la costruzione del fabbricato scolastico, separato dalla casa dove noi abitiamo… È un laboratorio che usano i volontari per la preparazione dei presepi, esposti ogni anno e meta di migliaia di visitatori.
L’edificio è stato inaugurato nel 1959, quando erano necessarie alcune aule per completare quelle della vecchia villa. Venendo a mancare i seminaristi dell’istituto, l’edificio scolastico è stato dato in affitto alla scuola tecnica Parise. La costruzione è a tre piani: il pianterreno è occupato da un grande salone per il teatro con due piccoli uffici. Il primo piano ha varie aule scolastiche, con un largo corridoio al centro, ed è occupato oggi dal laboratorio di presepi. Il secondo piano ha aule più spaziose ed è usato come ripostiglio.
Alcuni mesi fa, don Fabio, cerimoniere del vescovo, è venuto con p. Roman, presbitero ortodosso romeno. P. Roman cercava un luogo adatto per le celebrazioni domenicali della comunità ortodossa romena a Vicenza. Hanno visitato l’edificio e in particolare il salone del pianoterreno. Con entusiasmo il giovane p. Roman ne ha misurato a grandi passi la lunghezza e la larghezza, ha intravisto alcune modifiche da farsi e già lo sognava gremito di fedeli per le celebrazioni religiose.
Abbiamo approvato la richiesta e p. Rosario, superiore regionale, ha contattato mons. Pizziol per avere l’approvazione. Il vescovo, con spirito ecumenico, ha accolto senza alcuna difficoltà l’iniziativa. Un documento firmato dalle due parti sigla l’intesa sul contratto di comodato gratuito per dieci anni. In estate, sono iniziati i lavori per separare il salone dalle scale che portano al primo e al secondo piano, poi stanno rinnovando i servizi igienici, il soffitto e gli intonaci del salone e l’impianto elettrico…
Padre Roman è giovane, è sposato, ha quattro figli e lavora in un’azienda. È molto gentile, attento alle persone e di nobili sentimenti. Già da ora, là dove ci sarà l’altare, ha messo un tavolino con una icona e un cero acceso per accompagnare i lavoratori nel loro spirito di servizio alla comunità. Giovani fedeli romeni, infatti, arrivano verso le cinque del pomeriggio, alla chiusura dell’attività nei cantieri, per offrire la loro manodopera nella preparazione della futura chiesa. P. Roman si confonde in mezzo a loro con la sua tuta di muratore e d’imbianchino.
L’accoglienza della chiesa romena ortodossa fa parte della nostra missione. Per noi è una testimonianza di apertura e di collaborazione con i fratelli che professano la fede in Cristo. Sono i nostri nuovi compagni di strada. Papa Francesco, parlando del dialogo ecumenico, scrive: “Dobbiamo sempre sapere che siamo pellegrini e che pellegriniamo insieme. A tale scopo bisogna affidare il cuore al compagno di strada senza sospetti o diffidenze, e guardare anzitutto a quello che cerchiamo: la pace nel volto dell’unico Dio” (EG 244).







