I Missionari Saveriani nelle Marche dal 1925
L'incontro tra due cuori aperti sul mondo
Mons.Guido Maria Conforti, fondatore dei Saveriani e vescovo di Parma, dopo l'apertura di una prima scuola apostolica (Ginnasio) nella città di Vicenza ( 1919) cerca una seconda sede dove accogliere giovinetti dalle aspirazioni missionarie. A Poggio s. Marcello, paese nell'entroterra marchigiano, c'è un sacerdote, Costantino Bramati, custode di un piccolo Santuario che lui stesso ha ingrandito e abbellito.
Il Santuario è dedicato alla Madonna del Soccorso, la cui statua troneggia in un baldacchino dorato sopra l'altare. Il paese, situato in diocesi di Jesi e in provincia di Ancona, conta circa 1. 700 abitanti. Dall'altezza di 387 metri, gode di un panorama stupendo che, dagli Appennini, in un dolce degradare di colli, giunge fino al mare.
Siamo alla vigilia dell'Anno Santo 1925. Don Bramati vorrebbe ricordare questo Anno Giubilare con qualche cosa che resti nel tempo. In questo stesso anno ricorre anche il cinquantesimo della sua Messa.
C'è, quindi, un doppio motivo per pensare a qualche progetto importante. Egli mette subito a disposizione una parte della sua grande casa e il resto dopo la sua morte. La realizzazione di questo duplice sogno, di mons. Conforti e di don
Bramati, potrà attuarsi con la mediazione di un amico comune che conosce i desideri dell'uno e i progetti dell'altro. A Parma c'è un Benedettino, p. Benedetto Bramati, nipote di don Costantino che conosce bene il Conforti. Altri sostenitori di questa iniziativa sono anche i parroci dei paesi vicini, soprattutto quello di Moie (don Lorenzetti) e quello di Castelplanio ( don Bornigia).
Il 20 settembre 1925 p. Eugenio Pellerzi, richiamato dalla Cina, primo Rettore della Casa, apre l'anno scolastico con una quindicina di allievi missionari provenienti da diverse parti del Centro Italia. Tra loro c'è anche Mario Grizi in prima ginnasio, che diventerà il primo sacerdote Saveriano nativo di Poggio s.Marcello.
Nell'anno 1927, proveniente dalla Cina, arriva il secondo Rettore: p. Amatore Dagnino. Due anni dopo, nell'anno 1929, sempre dalla Cina, arriva il terzo Rettore: p. Armelloni Leonardo. Intanto, in questi primi anni di vita, si è provveduto all'acquisto di uno stabile di proprietà privata alla destra del Santuario. Questi tre pnm1 rettori, valenti costruttori di missioni e di chiese in Cina, adatteranno e ingrandiranno i locali ormai stretti per la crescente Comunità dei giovinetti. Nel giugno 1932, un nuovo Rettore, sempre proveniente dalla Cina, ma già presente da alcuni anni con altre mansioni nella Casa Apostolica: p. Stefano Chieti, eletto a questa carica da p. Amatore Dagnino divenuto primo Superiore Generale, dopo la morte del Fondatore avvenuta il 5 novembre 1931.
Nell'agosto 1936, viene eletto Rettore p. Augusto Azzolini che resterà a Poggio sino all'agosto 1943. Sarà per l'Istituto, per il Santuario e per il paese il periodo più lungo e più glorioso. Gli ultimi tre anni sono i più tribolati a causa della guerra iniziata nel 1940. La Casa subirà diversi miglioramenti. Il Santuario si arricchirà di un magnifico altare e presbiterio in marmo bianco di Carrara.
Era l'agosto 1943 quando ci fu un altro cambio di guardia. Padre Pietro Spinabelli sostituisce p. Azzolini. Saranno anni terribili di guerra per la Comunità dei padri e per il piccolo gruppo di studenti. Anni di estrema povertà (anche se in un ambiente di campagna qualcosa si trova da mangiare per i missionari!) e di pericoli per i continui bombardamenti al passaggio del fronte. Ma uomini e cose sono maternamente protetti dalla Madonna del Soccorso.
In settembre dell'anno 1946 arriva p. Achille Morazzoni in sostituzione di p. Spinabelli destinato alla Cina. Il nuovo Rettore viene quasi subito incaricato di trovare una nuova sede più idonea per la nostra presenza nelle Marche, possibilmente in città, magari ad Ancona. I motivi che spingono a questo cambiamento sono diversi e tra questi:
- L'acqua scarseggia, soprattutto nei mesi estivi, e a volte è inquinata. In diversi momenti c'è stato in paese il tifo con casi di morti, molti gli ammalati tra apostolini e padri, ma senza alcun caso mortale.
- Lontananza dalle vie di comunicazione: la ferrovia e la strada nazionale sono a 7 km, con gravi disagi soprattutto nei mesi invernali. La cittadina di Jesi è a 17 km e Ancona a 48.
- Le esigenze della Comunità aumentano e la lontananza da un grande centro rende sempre più difficile il lavoro di propaganda e di sussistenza.
Il nostro futuro quindi lo si cerca nella città di Ancona capoluogo delle Marche. Nell'aprile 1947, una parte della Comunità, 13 apostolini con p. Patacconi, vicerettore, si trasferisce nella Villa Fiorelli ad Ancona (zona Posatora) nella speranza che questa nuova sede, da poco acquistata, sia totalmente liberata dagli sfollati che la occupano. Cosa che avverrà gradualmente fino all'anno successivo.
P. Mario Tassi






