I missionari di Buyengero
A seguito di un processo di democratizzazione, Melchior Ndadaye è eletto presidente il 1° giugno 1993. Le elezioni si svolgono pacificamente, grazie ad un lungo processo di sensibilizzazione civica e anche alla presenza di numerosi osservatori nazionali e internazionali (tra cui p. Ottorino Maule). L'assassinio del presidente Ndadaye (21 ottobre 1993) scatena però una tragica ondata di violenza etnica con gravi conseguenze per la società.
I tre missionari italiani - p. Ottorino Maule, p. Aldo Marchiol e la volontaria laica Catina Gubert - sono assassinati a Buyengero (diocesi di Bururi) il 30 settembre 1995 da soldati burundesi. Vengono uccisi per aver denunciato gli abusi e le violenze discriminatorie perpetrate dall’esercito contro civili innocenti. La loro testimonianza di fede e giustizia li spingeva a rimanere con la popolazione, nonostante il pericolo. La presenza al funerale di numerose autorità civili e religiose, tra cui il Presidente della Repubblica, testimonia la profonda gratitudine tributata all’opera evangelica e profetica di questi missionari, in difesa dei poveri, della verità e della fraternità.
Catina Gubert (Primiero 8/12/1921 - Buyengeo 30/9/1995) scriveva: “Stringiamo la cinghia e mettiamoci al lavoro per aiutare i più poveri: è una questione di giustizia tanto quanto di carità. (…) La situazione qui rimane molto tesa. Tutto ciò che possiamo fare è pregare e aiutare queste povere persone il più possibile. Che Dio abbia pietà e protegga queste persone. Sarà sempre Venerdì Santo, o sorgerà anche per noi in Burundi l’alba della Resurrezione?”.
Padre Aldo Marchiol (Udine 19/3/1930 - Buyengero 30/9/1995) si confida con il Superiore generale: “Ciò che mi preoccupa sono le idee di alcuni miei confratelli che criticano la Chiesa e il Papa, e il silenzio di alcuni Superiori che non ci esortano a obbedire e rispettare gli insegnamenti dei nostri vescovi”. In un’ultima intervista dice: “La vita missionaria non è poi così difficile. Anzi, è bellissima. È un cammino da seguire per amare i poveri e il Signore, con un po’ di gentilezza e amore di Dio. (…) Solo con pazienza e coraggio potremo raggiungere la pace, dono di Dio e frutto del lavoro umano. Nelle nostre comunità stiamo già assistendo a molti segni di convivenza fraterna e riconciliazione”.
Padre Ottorino Maule (Gambellara 7/4/1942 - Buyengero 30/9/1995), due mesi prima di morire, in un’intervista radio racconta: “Il governo italiano ci chiede di lasciare il Burundi prima che la situazione peggiori, ma questo sarebbe un vero tradimento della nostra vocazione. Abbiamo scelto di restare, in solidarietà con questo popolo, per condividere il suo destino, le sue gioie e le sue sofferenze: saremmo mercenari, non pastori! Crediamo nel perdono, come dice un proverbio locale: Chi non dimentica non può vivere vicino a un altro. Stamattina un bambino mi ha chiesto se partiamo. Quanta gioia ho visto nei suoi occhi quando gli ho detto che resteremo qui a Buyengero con loro!”.







