I giovani e un’estate in missione / 2
Arianna con Giuditta, Sandra e Giacomo sono stati in Camerun. Ecco la loro testimonianza.
Decidere cosa raccontare dell'esperienza vissuta in agosto in Camerun non è semplice. I primi a essere fortemente colpiti sono stati i sensi: suoni, colori, odori… molto diversi! Ricordo i colori degli abiti, i colori della gente; quelli diversi erano i visi pallidi dello sparuto gruppetto con Giacomo, Sandra, Giuditta e io, capeggiato da p. François che chiamavano “le blanc”!
Lezione di fede e comunità
Abbiamo camminato molto. Le strade di terra a volte erano polverose, altre erano piene di fango per la pioggia, che sembrava normale prendersi senza ombrello. Abbiamo provato delle difficoltà in quella che per loro è vita normale. Ci è servito per non dare tutto per scontato: la facilità di spostarci e la comodità delle nostre strade.
C’era abbondanza di suoni: i clacson continui delle strade nel traffico, la calma di alcuni quartieri spezzata solo da alcune musiche che venivano dai bar. Ma il suono che più mi è rimasto nel cuore è quello nelle chiese: i canti e il battito delle mani, tutto mentre si danza! Le celebrazioni sono molto partecipate dall'assemblea, con la loro grande voglia di fare festa attorno alla mensa del Signore, senza fretta.
Le Messe durano anche due ore, i bambini sono attenti e composti: una grande lezione di fede e di comunità.
È il dono più grande che mi sono portata a casa da questa esperienza, insieme all’accoglienza generosa che ci hanno riservato.
Una condivisione preziosa
La gente ci ha stupito: ci hanno accolto, ascoltato e fatto festa. I bimbi, con i loro stupendi occhi grandi, da noi incuriositi, dopo una piccola diffidenza iniziale, cercavano subito di abbracciarci. Poi c’è la realtà delle CEV, le comunità di base che raccolgono le famiglie del quartiere attorno alla parola di Dio.
Grazie ai saveriani: quelli conosciuti in Italia che ci hanno guidato nell'esperienza in missione e quelli incontrati in Camerun, che ci hanno raccontato la loro vita e gli inizi delle loro missioni. È stata una condivisione davvero preziosa.








