I figli prediletti di san Guido
La prima cosa che ho percepito a Roma, nei giorni della canonizzazione del nostro fondatore, è vedere tre santi elevati agli onori degli altari nello stesso momento: suor Bonifacia, don Guanella e mons. Conforti. Inizialmente non mi sembrava opportuno celebrare la santità di tre persone così diverse tra loro, ma poi, aiutato dalle parole del vangelo e dall'omelia del Papa, ho capito che i tre avevano in comune lo stesso amore per Dio. La fonte della loro passione è la stessa: Dio e il vangelo. Solo gli ambiti di servizio sono diversi: le donne operaie, i poveri, i non cristiani. Ho sentito il richiamo alla conversione, per rimettere Dio al "primo" posto.
Un bozzetto di famiglia umana
Ha colpito tutti il colore internazionale delle celebrazioni, per la presenza di pellegrini arrivati da tutto il mondo. Tutte queste persone, così diverse le une dalle altre, erano accomunate dallo stesso senso di riconoscenza per il carisma dato al Conforti che, in un modo o in un altro, le aveva toccate nel profondo dell'animo come un grande dono.
Questo popolo multiforme rappresentava un bozzetto di famiglia umana riunita in un clima di fraternità, un'anticipazione in piccolo del sogno di Conforti - e di Gesù - di fare del mondo una sola famiglia. Mi è sembrato di capire che la santità di un uomo non è mai un fatto privato, ma ha effetti sulla crescita di tutta la collettività. La santità ha portato Conforti in paradiso, ma è stata anche un dono per tutti noi che, attraverso il suo carisma, ci siamo ritrovati fratelli.
Ho avuto l'impressione che, ascrivendo Conforti all'albo dei santi, il Papa stesse dicendo a tutti, in maniera forte, che l'amore per i non cristiani, ai quali si rivolge la missione saveriana, è una via che porta dritto alla santità.
La traduzione simultanea
Conforti ha dato la vita per realizzare il disegno di Dio di fondare una congregazione che avesse lo scopo di annunciare il volto del Padre ai fratelli che ancora non conoscono Cristo. Inoltre, additando Conforti a tutta la chiesa come modello, il Papa ha spinto tutti i cristiani ad amare e annunciare il vangelo dell'amore a tutti coloro che ancora non hanno il dono della fede in Gesù.
Durante la canonizzazione ho tradotto parte della Messa, compresa l'omelia del Papa, a una giovane musulmana indonesiana che sta studiando a Roma per un programma di dialogo interreligioso.
È stato bello poter aiutare questa persona a conoscere un po' san Guido perché, in fondo, è il suo santo: uno che ha amato e dato la vita per le persone come lei.







