I due sessantesimi
Alla presenza di mons. William Nolam, arcivescovo di Glasgow, p. Eugenio Montesi ha celebrato il 60° anniversario di ordinazione presbiterale con una celebrazione nella chiesa di Cristo Re a Glasgow, a cui ha fatto seguito un ricevimento. “Grazie, Signore, per la vita, per la fede, per la speranza e per l’amore, per i genitori e gli amici, per i nostri 25 confratelli ordinati domenica 28 ottobre 1962 a Parma dal cardinale di Boston, Richard James Cushing all’inizio del Concilio Vaticano II. Che piacevole lungo viaggio! Eravamo sparsi in tante nazioni e molti di noi sono già arrivati a casa, in cielo. Abbiamo sperimentato ciò che ci ha detto il Fondatore: Fate del mondo una sola famiglia. Come scriveva S. Giovanni della Croce, la sera della vita saremo giudicati solo sull'amore” (p. Eugenio Montesi, sx).
“Ho appena celebrato 60 anni di ministero come presbitero saveriano, con semplicità, gioia e fraternità. Riconosco che non ho mai fatto una vita da parroco, ma da collaboratore nella pastorale di periferia. Ho collaborato nella formazione degli studenti saveriani e in diverse istituzioni accademiche come maestro. Un ministero che ho sempre coltivato, fino ad oggi, è stato il sacramento della Riconciliazione: non dimentico le confessioni ascoltate in lingua náhuatl, nella zona indigena della Huasteca (Hidalgo, Messico). Ringrazio Dio per avere celebrato 30mila Sante Messe, molte di esse in comunità religiose. Come saveriano, ringrazio il Fondatore, per avermi dato una famiglia di fratelli e uno spirito inquieto per la missione. Ringrazio la Virgen de Guadalupe, la Morenita, per avermi fatto incontrare una spiritualità incarnata e inculturata. Anche se da qualche anno mi trovo in una noche oscura de las misiones, continuo a chiedere a Nostro Signore Gesù Cristo e a san Paolo luce e grazia per una Chiesa veramente missionaria e cioè con molti chiamati, formati ed inviati per il primo annuncio e che i saveriani non si rinchiudano in un’attività pastorale (p. Carluccio Mongardi, sx).








