I brasiliani la imitano nell’amore ai poveri
Sono brasiliana dell’Amazzonia, missionaria in Ciad. Appena ho sentito la notizia che madre Celestina è stata dichiarata “venerabile”, il mio cuore si è riempito di gioia. La mia prima reazione è stata questa: le virtù eroiche della madre mi interpellano! Come vivere questa bella sfida?
È come il cuore di una madre che parla alle sue figlie. Sono tante le situazioni in cui ho sentito la sua presenza e la sua tenerezza materna.
Ringrazio il Signore per la sua vita di santità, fatta di piccoli gesti di amore e solidarietà con i più poveri e sofferenti. Una donna veramente santa, perché tanto umana e concreta: “tutta di Dio e tutta dei fratelli; soprannaturale e umana insieme”, come diceva p. Spagnolo.
Una fede concreta e coraggiosa
Io sono cresciuta respirando l’atmosfera dinamica della chiesa brasiliana, coinvolta nei diritti alla vita, alla scuola, alla salute e alla terra, come dono di Dio per tutti.
Quando sono entrata tra le saveriane sono stata colpita dalla vita di madre Celestina
e l’ho sentita molto in sintonia con il cammino delle nostre comunità ecclesiali di base:
la sua spiritualità come laica e il suo impegno nella chiesa locale; le sue scelte pastorali e la sua dedizione ai più poveri e sofferenti di Parma e dintorni; la sua notevole umanità, espressa in gesti di tenerezza e cordialità, ospitalità e dialogo, come avviene nella nostra cultura brasiliana.
La figura di una donna così brillante, che vive una fede in modo così concreto e coraggioso, alimentata nella preghiera, certamente suscita nel cuore dei giovani il desiderio di osare e la speranza di andare avanti. Così è stato per me.







