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Il Risorto è qui con noi, La veglia pasquale sotto il mango

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Un sabato santo di qualche anno fa ero in viaggio lungo il fiumiciattolo Jacarequara, in Amazzonia. Il frastuono assordante del motore del barcone non permetteva di parlare se non a voce alta. Mi accompagnavano due studenti di teologia che si erano fatti prestare da amici un piccolo generatore elettrico per dare un po' di luce nel villaggio di Boa Vista, nella notte della veglia pasquale. Durante il viaggio ho avuto tutto il tempo per mettere in ordine quello che dovevo dire nella celebrazione della Messa.

Una viaggio interminabile

Guardandomi in giro ho notato che nella stessa imbarcazione viaggiava un pastore protestante, anche lui diretto verso la stessa località. Dopo un po' di perplessità, mi è venuta voglia di avvicinarmi per salutarlo. Era vestito in modo impeccabile, nonostante il caldo umido: un completo grigio fumo con camicia bianca e cravatta ben intonata al vestito. Non è riuscito a nascondere il suo stupore davanti alla mia stretta di mano. La chiacchierata è stata cordiale; in fondo, stavamo andando tutti e due a "lavorare" per il regno di Dio.

Finalmente il motore si è fermato e ha permesso di percepire le varie "voci" della foresta: il cinguettio degli uccelli, il vociare in lontananza degli abitanti del villaggio, la musica tipica locale proveniente da una radio a pile. Dopo i saluti, abbiamo cercato, assieme ad alcuni animatori e catechisti, di vedere come trascorrere la veglia pasquale.

Dio ci vuole bene!

Verso le dieci di sera eravamo quasi tutti pronti. Dato il gran numero di partecipanti, tutto si è svolto all'aperto, sotto un mango, poiché la cappella era troppo piccola. Abbiamo ripassato i canti e distribuito i compiti. La luce di due piccoli riflettori davano un tono festivo alla serata. Finalmente verso le 23 comincia la celebrazione della veglia pasquale. Canti ben animati, spiegazioni dei segni, letture fatte con attenzione, preghiera dei fedeli con una lista interminabile di invocazioni hanno reso la celebrazione partecipata.

Verso la fine della liturgia (più di due ore di preghiere e canti), il responsabile della comunità prende la parola: "Padre, ora non abbiamo più dubbi che Dio ci vuole bene. Per la prima volta nella storia della nostra comunità di Boa Vista è stata celebrata la Messa nella veglia pasquale. Ne siamo profondamente contenti e grati. Dio si è ricordato anche di noi che abitiamo in mezzo alla foresta. La tua presenza è il segno di questo suo amore per noi".                            

La Pasqua più bella

Quelle parole di fede, pronunciate dal responsabile della comunità, hanno provocato in me una profonda commozione. Al termine della Messa è cominciata la festa con danze, spari di mortaretti e l'immancabile "pato no tucupì" (un prelibato piatto locale). Il viaggio di ritorno, anche se un po' stordito dal solito scoppiettio del motore del barcone e dalla stanchezza per una notte quasi senza dormire, è stato tranquillo nonostante alcune onde abbastanza alte durante la traversata della baia di Guajarà.

È stata la Pasqua più bella della mia vita perché sono stato strumento della manifestazione di Gesù risorto e presente nella comunità cristiana di Boa Vista. Quella gente mi ha aiutato a capire che credere nella risurrezione non significa credere a degli argomenti, ma a Qualcuno che opera in noi, che è capace di dare dignità a chi si sente perduto e dimenticato, a far uscire la vita dalla morte, a far diventare nuovo quello che era vecchio.

L'oggetto della fede nella risurrezione non sta nell'eternità del cielo, ma nel futuro della terra sulla quale è stata piantata - e lo è ancora - la croce di Cristo. Il momento alto della fede nella risurrezione non è nel passato, né nel futuro, ma nel presente. È Cristo risorto presente con noi, oggi.



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