L’umiltà è la base di tutto
Sono una delle prime saveriane messicane. Non ho conosciuto madre Bottego personalmente, ma dagli scritti e dalle testimonianze, sono rimasta colpita dalla sua personalità, apprezzata anche nella mia cultura.
Sono rimasta colpita dal suo profondo senso di gratitudine verso Dio. Celestina godeva della sua bontà e del suo amore, scoprendolo e apprezzandolo nelle persone, negli avvenimenti e in tutto ciò che la circondava. Sapeva accogliere Dio nella sua vita e vedere Dio negli altri, specialmente nei bisognosi, per i quali ha aperto una parte della sua casa.
Le saveriane mi hanno raccontato che ai poveri che venivano a casa Bottego lei dava il meglio da mangiare e il vino migliore. Se tutti avessimo il cuore di madre Celestina, credo che a nessuno mancherebbe nulla.
Mi sembra di vederla con le braccia aperte, sorridente e serena. Accoglieva tutti, senza fare distinzioni, e valorizzando il bene che c’è in ciascuno.
Era una donna di incontro e di dialogo, anche con le persone di fedi diverse. Con la sua amicizia e vicinanza, è stata strumento di conversione di una giovane ebrea e di un musulmano. Era una donna elegante e umile allo stesso tempo. Cito alcuni suoi pensieri:
- “l’umiltà è la base, e deve essere solida, altrimenti crollano tutte le altre virtù...”;
- “la bontà che conquista e fa i miracoli ha bisogno di essere appoggiata su un fondamento: l’umiltà”.
''La pregavo e mi sentivo serena''
I miei connazionali messicani che conoscono un po’ della sua vita, la chiamano “la madre” perché è colei che ha fatto del bene a tanti e continua a farlo dal cielo a tutti coloro che chiedono la sua intercessione, come una vera madre che accoglie sempre e chiunque si trova nel bisogno. Madre Bottego trasmette serenità e pace.
Mia cognata Gloria ha pregato “la madre” per suo marito, malato di tumore e senza speranza di guarigione. Ha detto: “La pregavo con molta serenità e mi sentivo veramente serena e con molta fiducia nel chiedere la sua intercessione...”. Mio fratello è ancora “miracolosamente” vivo dopo più di dieci anni da quella preghiera.
Ringrazio “la madre” perché continua a spargere tante grazie e a essere presente nei cuori della gente con la sua ricchezza spirituale.







