Colombia: L'albero dove rifugiarsi, Posto caldo per i bambini di strada
Abbiamo celebrato il Natale, accogliendo il "Dio-con-noi", Emanuele: Dio è solidale e non ci lascia soli. Per noi non si tratta di essere solo più buoni, ma più solidali, come Lui, che è diventato piccolo e povero, uno di noi. Quasi ci spaventa questo mistero, e lo facciamo diventare il Natale del sentimento. Così possiamo "controllarlo" meglio, "inquadrarlo" nello schema delle cose possibili quotidiane, e non lasciarci cambiare in profondità, come il mistero invece richiede.
Sono davvero felice!
Sono felice, soprattutto perché in questo Natale si è realizzato un sogno che avevo da molti anni: abbiamo aperto una casa per accogliere i bambini "en situación de calle": bambini che passano tutto il giorno per strada, in un quartiere povero della città di Medellin, in Colombia.
Sono bambini che rischiano di entrare nelle bande violente o essere manovali dei narco trafficanti. Molte volte non hanno famiglia; a volte vivono con la nonna, che non può stare con loro perché deve lavorare... I bambini sono più facili da comandare e hanno meno problemi con la polizia.
Molti di questi bambini hanno visto ammazzare i genitori o vengono da famiglie sfollate dalla violenza. A uno dei ragazzi - ha solo 9 anni - hanno sparato in faccia: per fortuna la pallottola ha fatto danni solo alla bocca e ai denti. Sono cose "brutte", ma come missionario non posso ignorarle.
Nella casa ospitiamo venti bambini (speriamo con il tempo di accoglierne di più), dai 4 ai 10 anni: diamo loro cibo, vestiti, medicine, protezione, accompagnamento psicologico. Speriamo che diventi la loro casa. L'abbiamo chiamata "L'albero": vogliamo essere l'albero del quale parla Gesù nel vangelo: "il regno di Dio è come un albero dove gli uccelli trovano rifugio".
Il vero presepio di Medellin
L'anno scorso, quando sono venuto in Italia, ho conosciuto a Parma l'associazione Ger Onlus, che ci sta aiutando con le spese logistiche e il cibo per i bambini. Altre persone generose aiutano con l'adozione a distanza di questi bambini. Prendo l'occasione per ringraziare tutti. Quello che ci viene dato per i bambini lo stiamo usando tutto per loro.
La nostra casa "L'albero sembra proprio un presepe, o meglio "il" presepe! Non ci sono l'asino e il bue, non c'è la grotta, non c'è la mangiatoia, non c'è la neve... Ma ci sono Maria e Giuseppe che, nonostante i loro limiti, vogliono accogliere i bambini e dar loro un posto "caldo" dove riposare... Soprattutto c'è Lui, il Bambino: piccolo e povero, ma vera presenza di Dio in mezzo agli uomini.








