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Grazie per i vostri contributi di umanità

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Cari amici e care amiche, qui tutto bene, all’inizio di questo tiepido inverno africano. A fine marzo, dopo le conseguenze del ciclone e dell’alluvione che avevano colpito la nostra regione, scrivevo una lettera dettata dall’emergenza. Questa, invece, è una lettera dettata dalla gratitudine. La risposta all’appello inviato è stata al di sopra di quanto ci saremmo aspettati. Molti hanno sparso la voce ad amici o conoscenti. C’è chi ha organizzato una pesca di beneficenza, chi per la festa di compleanno ha chiesto di non fare regali ma inviare un aiuto alla nostra gente. Davvero la generosità è stata grande! Qualcuno lo chiamerebbe “contributo di umanità”. Sì perché ci sono tante persone che, senza fare rumore, nel loro piccolo fanno del loro meglio per lasciare questo nostro mondo pazzo e meraviglioso un po’ migliore di come l’hanno trovato.
L’aspetto più urgente era la semente di granoturco poiché l’alluvione aveva sommerso i campi ormai pronti per il raccolto. Come farla arrivare con le strade interrotte? L’unica alternativa era il treno che arriva alla stazione di Mutarara, a 13 km da Charre. La linea ferroviaria è stata ristabilita nel giro di un mese. Così il 19 aprile, alle 3.30 del mattino, dopo 320 chilometri di rotaie, sono arrivate 5 tonnellate di semente. C’è Dio in quei sacchi, c’è Dio in quei vagoni, c’è Dio nel cuore generoso di chi ci dà una mano, c’è Dio nel sorgere del sole al mattino alla stazione…
Siamo così riusciti a distribuire la semente a mille famiglie! Stiamo continuando ad aiutarne altre 1.200 con beni alimentari. La gran parte sono anziani, poveri o ciechi. Abbiamo utilizzato una parte dei contributi di umanità che abbiamo ricevuto. Quello che rimane verrà utilizzato per acquistare altri beni alimentari, perché questo sarà un anno difficile. Dopo il ciclone non è piovuto e il raccolto sarà molto scarso. Inoltre, aiuteremo anziani e famiglie povere nella ricostruzione della loro capanna o casetta.
Grazie per il vostro contributo di umanità. Prima di distribuire semente ed alimenti, abbiamo pregato ringraziando Dio e chiedendogli di benedire chi, dall’altra parte del mondo, pur senza conoscerci, ci stava aiutando. E il grazie e la benedizione dei poveri valgono certo di più di quelli di un prete.



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