Famiglie missionarie “in uscita”
Maria Rosaria è una “laica saveriana” di Parma
All’inizio del nuovo anno (2-5 gennaio), noi laiche e laici saveriani di Desio, Parma, Ancona e Salerno, ci siamo ritrovati nella casa saveriana di Desio, accolti dal rettore p. Carmelo. Una cinquantina di persone - per lo più coppie e una decina di bambini - si sono mescolate per tre giorni in una grande famiglia. La chiamiamo “convivenza”. La gioia della condivisione si è diffusa in ogni istante: durante i pasti, nei momenti ricreativi o quando, in visita a Milano, abbiamo cantato con i bambini nell'attesa di entrare al museo.
La convivenza, però, non è una vacanza. Sono giorni formativi, di crescita spirituale e di progettazione.
La riflessione spirituale, guidata da p. Enzo, si è basata sul tema dell'uscita per annunciare il vangelo, diventando prossimi, stabilendo buone relazioni con gli altri, per annunciare Gesù e il suo vangelo.
È stato interessante confrontarci e ascoltarci su come la Parola entra nelle nostre vite quotidiane.
Le riflessioni spirituali ci hanno portati sul versante concreto: la missione. Nelle tre equipe - per l'Africa, l’America e l’Asia - e nell'assemblea, abbiamo discusso dei nostri progetti. Giovanna ci ha mostrato i risultati del progetto “Nyota”, grazie al quale stiamo curando trenta bambini epilettici a Goma (Congo). La famiglia di Alessandro, con Francesco e la piccola Miriam, ci ha parlato del loro prossimo viaggio in Brasile, dove sono già stati in missione.
I giovani di Desio ci hanno raccontato del loro rapporto con la comunità pakistana e del loro messaggio di pace. Al centro di tutto, c’è stato il progetto di Franca e Patrick: a febbraio, accompagnati da Simone, andranno a incontrare i saveriani in Bangladesh per progettare insieme il loro periodo di missione in quella nazione. Abbiamo salutato Ennio e Guido, in partenza per la Thailandia, dove staranno per un mese.
La nostra gioia è culminata nella santa Messa domenicale, in cui lo spirito di famiglia è dilagato: i bambini intorno all'altare, il fuoco all'offertorio, a cui affidare il nostro gesto concreto d'amore per il nuovo anno, l'abbraccio della pace.
Lunedì mattina i saluti. È sempre un po' triste dividersi: lo si è letto negli occhi di p. Carmelo e negli occhi dei bambini. Ma anche da lontano, siamo uniti nella preghiera, nel carisma e nell'appartenenza alla grande famiglia saveriana.







