Gayatri e il Natale musulmano
Gayatri è una giovane donna musulmana. Era sunnita, legata al movimento Wahabi chiamato “Muhammadiyah”. È un movimento che vorrebbe purificare l'islam indonesiano dalle influenze culturali che, secondo loro, lo avrebbero reso spurio. In ogni modo, durante le scuole, Gayatri è andata in Malesia con la famiglia.
Si chiedeva come mai i suoi compagni cristiani, hindu e buddhisti, pur così buoni, sarebbero andati tutti all'inferno, secondo gli insegnamenti che lei riceveva. Per questo si è ribellata ed è diventata sciita. Ora segue l'insegnamento sufi, attraverso gli scritti di un guru... Si definisce appartenente all'islam non “conformista".
Amica dei saveriani
L'ho conosciuta quando avevo cercato di iscrivermi a una scuola islamica per studiare il sufismo. Poi, diventando responsabile della formazione dei giovani indonesiani che aspirano a diventare saveriani, ho dovuto lasciare. Eravamo nello stesso corso.
Gayatri è anche membro della Conferenza indonesiana delle religioni per la pace, un gruppo di dialogo di cui facciamo parte anche noi saveriani. Hafrequentato gli incontri sui profeti, guidati da p. Francesco Marini, e partecipa ai nostri incontri sul vangelo.
Nel 2011 ha avuto l’opportunità, con un programma della fondazione “Nostra Aetate”, di studiare per cinque mesi alla Gregoriana di Roma. È stata un'esperienza molto forte per lei, perché si è sentita bene accolta. È stata una delle poche persone non cristiane che hanno assistito in Piazza San Pietro alla canonizzazione di mons. Conforti (che lei chiama “il mio santo”).
Purtroppo ora la giovane indonesiana è provata da problemi di salute abbastanza seri. Preghiamo il Signore di darle forza e serenità per affrontarli. La notte di Natale è stata con noi, ha condiviso il suo modo di sentire il Natale durante la Messa e ha baciato il Bambinello. Ha scritto una bella riflessione sul Natale, pubblicandola sul suo blog personale. Mi è piaciuta e l’ho tradotta in italiano. Ecco alcune sue considerazioni.
La familiarità con Gesù
“Il Natale e l’anno nuovo, calcolato sulla base del calendario cristiano, sono i giorni di festa più conosciuti nel mondo. Quasi ovunque gli uomini, siano credenti o no, sanno che il Natale è una celebrazione di ringraziamento e una festa gioiosa per la nascita di Gesù Cristo.
Il Natale è un giorno in cui ci si incontra con parenti e amici di altre convinzioni religiose per condividere la gioia. Grazie a questa condivisione, si crea una familiarità tra fedi diverse…
Gli islamici hanno familiarità con Gesù; alcuni addirittura credono che alla fine dei tempi egli tornerà per riunificare i fedeli e riportare la pace nel mondo… Un musulmano che studi seriamente il corano scoprirà subito una vicinanza e si sentirà “cristiano” nel momento in cui ascolta nel vangelo i racconti sulla nascita di Gesù Cristo, ricordando che questi racconti si trovano anche nel corano.
In sintesi, Natale è un ponte che fa incontrare due gruppi di fedeli che accettano la presenza di Gesù Cristo, anche se hanno differenti approcci nel modo di credervi.
Uniti per donare amore
La giovane Gayatri continua la sua riflessione. “Non c’è quasi nessuno che possa condannare l’insegnamento e l’esempio universali di Gesù Cristo riguardo all’amore. In questo modo, il Natale rappresenta per tutti un momento opportuno per donare amore, sia esso nella forma di cibo e di regali, di fraternità e di attenzione, e quant’altro.
Quando ci incontriamo e ci vogliamo bene, condividendo la gioia nel giorno di Natale, siamo già diventati “cristiani” anche se veniamo da diverse “chiese”. La coscienza che apparteniamo a “chiese” diverse con tradizioni differenti, ma che possiamo ritrovarci insieme in armonia, è un atto positivo che garantisce l’atteggiamento pluralista e inclusivo dell’uno verso l’altro.
Perciò, la celebrazione del Natale è anche un bellissimo ponte che unisce la nostra nazione. Vi auguro pace e gioia”.







