Eucaristia è missione: Un “tutti” che inquieta
Vedendo le folle bisognose, Gesù “sentì compassione perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore”. Lo stesso Redentore, presente nell’Eucaristia, continua nei secoli a manifestare compassione verso l’umanità povera e sofferente. È in suo nome che gli operatori pastorali e i missionari percorrono sentieri inesplorati per recare a tutti il pane della salvezza.
Messaggio, giornata missionaria mondiale 2005
È un “tutti” che mi inquieta!
Lo pronuncio ogni giorno: fra le mani, un pane spezzato per tutti e un vino versato per tutti! È stato messo nelle mie mani perché io lo distribuisca. Mi scotta fra le mani; mi brucia in cuore. La missione - non ci stancheremo mai di meditarlo - non è solo un mandato, un ordine a cui obbedire. La missione è una “profonda esigenza della vita di Dio in noi”, se vita di Dio in noi c’è! Il beato Guido scrive così:
“Questa vita è luce: la vita era la luce. Dunque deve splendere nella santità degli esempi. Questa vita è fiamma: sono venuto a portare il fuoco in terra. Dunque deve divampare riscaldando gli altri. Questa vita è forza: una forza usciva da lui. Dunque non deve rimanere inattiva e inoperosa. Questa vita deve aprirsi, liberare la via, abbattere ostacoli, valicare tutte le barriere. Deve oltrepassare tutti i confini; deve trascinare tutti dietro a sé; deve scuotere tutti ed in tutti trasfondere un impeto gagliardo di ardimento e di vigore”.
Conforti crede in quest’energia racchiusa, misteriosamente ma realmente, nel pane e nel vino che sono il corpo e il sangue del Signore.
“L'Eucaristia sarà sempre il centro intorno al quale s'andrà svolgendo l'energia e la vita. La sintesi della storia della chiesa può essere in una parola sola: Eucaristia! Perché la storia della chiesa è carità e questa s'incentra nell'Eucaristia, che è l'espressione più bella, la pienezza della carità”. E la carità non ha confini: “Tutto quello che di bello, di grande, d’eroico ammiriamo nell’ordine morale, lo si deve alla virtù e alla forza sovrumana dell’Eucaristia. Ma questo in particolar modo si manifesta nel campo dell’apostolato. L’Eucaristia è vita e l’apostolato vive di questa vita divina. E poiché ogni vita è energia e l’energia s’irradia influenzando le cose che le stanno attorno, così la vita che per il missionario dall’Eucaristia prende il suo alimento, ha palpiti immensi e sono limiti per essa troppo angusti una parrocchia, un paese, una città, una nazione”.
Aveva ragione santa Teresa di Gesù Bambino: “Vorrei correre per il mondo ad annunciare il tuo nome, Gesù. Non mi basterebbe però una sola missione. Vorrei annunciare il vangelo allo stesso tempo in tutti i continenti, fino alle isole più lontane. Vorrei essere missionaria non solo per alcuni anni; vorrei esserlo fin dalla creazione del mondo fino alla fine dei tempi”.
L’amore porta sempre con sé un pizzico di pazzia. Ed è l’amore che fa la missione. Non è soltanto un ordine, sia pure del Signore Gesù.








