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Emozioni estive in Burundi: Campi di lavoro @ centro giovani Kamenge

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Ho partecipato come animatrice ai cinque campi di lavoro (Ensemble 2013) che si sono tenuti al "Centro Giovani Kamenge" di Bujumbura, in Burundi, l'estate scorsa. Siamo partiti per questa spumeggiante avventura il 15 giugno e l'abbiamo conclusa in bellezza sabato 24 agosto, con un'emozionante cerimonia.

Alla fine di questa esperienza è giusto fare un bilancio. Ancora oggi, mi manca svegliarmi guardando la fiumana di giovani varcare l'entrata del centro, sentirmi rincorrere dai bimbi, l'aria appesantita dalla polvere e dal caldo afoso... Né riesco a dimenticare il passaggio nelle strade e i saluti gioiosi con gli abitanti dei popolosi quartieri.

Che giornate incredibili!

Quest'anno sono stati 2.500 i giovani partecipanti, 375 gli animatori, 380mila i mattoni realizzati, per 60 giorni di lavoro tra spettacoli, tornei e corsi di formazione. Per una ragazza come me, alla sua prima esperienza fuori casa e in Africa, questi giorni vissuti a stretto contatto con la gente, osservando e parlando molto anche con i giovani burundesi, all'apparenza introversi ma entusiasti di condividere lavoro e conoscenze, sono stati incredibili e irripetibili.

È difficile descrivere bene a parole le emozioni di tanti sguardi, abbracci, conversazioni e momenti di confronto, anche su tematiche difficili. Ma quest'esperienza mi ha aiutato a scoprire di più me stessa, che pensavo ancora troppo legata alle sicurezze del proprio mondo.

Giovani curiosi e soddisfatti

Si partiva carichi la mattina, magari un po' assonnati, muniti di attrezzi da lavoro e di tanta voglia di fabbricare mattoni. Uno dei momenti più entusiasmanti era quello del pranzo e del lavaggio comunitario delle stoviglie, in cui molto spesso venivano coinvolti anche i giovani. Era emozionante vedere tutti questi giovani condividere il cibo, cantare le canzoni del momento (in lingua swahili o kirundi, molto maccheronico), e specialmente ridere tutti insieme per i miei tentativi di entrare in contatto con il loro mondo.

Anche i momenti di formazione sull'ambiente, sull'Aids, sulla crescita demografica, sulle gravidanze indesiderate e sulla democrazia, sono stati interessanti. Da questi dibattiti e dai lavori di gruppo ho compreso quali sono i bisogni e le problematiche che interessano i giovani burundesi.

Se potessi definire il giovane burundese, direi che è "solidale", soprattutto nello spartire con gli altri tutto ciò che possiede. Tutti avevano sguardi di soddisfazione, quando alla festa di chiusura dei campi ricevevano in dono materiale scolastico, come premio per la serietà dimostrata.

Cuori aperti ed entusiasmo

Passando per le strade alla fine dell'esperienza è stato bello vedere le case finalmente erette con i mattoni fabbricati da noi. Un'altra ricchezza è derivata dal confronto con i giovani musulmani, con i quali ho potuto condividere varie conoscenze. Accanto a loro ho vissuto il ramadan nei suoi momenti di digiuno e di preghiera. Più semplicemente, utilizzavo con loro il bel saluto "salam-al-eikum", che vuol dire, "pace a te!". Mi guardavano un po' sbigottiti, perché sapevano che non sono musulmana; e rispondevano "al-eikum-salam" (a te pace!).

La ricetta vincente di questi campi di lavoro è stata la capacità di lasciare aperti i propri cuori e di essere disponibili a vivere insieme la quotidianità, anche quando si trattava di trascorrere la domenica pomeriggio al centro per partecipare alle attività in programma.

Einstein parlava di energia al quadrato; io ci aggiungo un'altra "e": entusiasmo. Grazie a tutti di cuore, per avermi accolta e per avermi dato l'occasione di partecipare a questa estate... speciale!



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