''Gente di Pasqua'' e di speranza
Cari lettori e amici di “Missionari Saveriani”, nei giorni scorsi abbiamo assistito impotenti alla terribile scena di una madre che ha ucciso le sue tre figlie. Mi sono chiesto: possibile che non ci fosse nessuno vicino a questa donna, capace di farle sentire un po’ di affetto? Dove sono finiti i cristiani capaci di testimoniarle, pur in mezzo a sofferenze e delusioni, che Dio non ci abbandona?
Siamo davvero arrivati al punto in cui alla celebre domanda di Isaia - “si dimentica forse una donna del suo bambino così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?” - occorre rispondere: “purtroppo sì; ci sono donne che non solo dimenticano il proprio bambino, ma che gli spalancano spazi oscuri di violenza e di morte!”.
Ebbene, in questa Pasqua spalanchiamo a tutti i nostri vicini gli spazi misericordiosi del nostro cuore, come ha fatto Gesù nel suo cammino verso Gerusalemme,
dicendo parole di speranza e compiendo gesti di guarigione e di liberazione soprattutto nei confronti dei poveri, dei malati, dei peccatori.
Solo così possiamo essere, come afferma il giovane cardinale di Manila Luis Antonio Tagle, “gente di Pasqua”, gente di speranza. Ce lo ripete anche papa Francesco nell’esortazione apostolica La gioia del vangelo: “Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua”.
Ecco dunque i nostri auguri a ciascuno di voi e alle vostre famiglie:
siate “gente di Pasqua”, che anche in mezzo alle peggiori angustie, è capace di mostrare “uno spiraglio di luce” per chi brancola nella tristezza e nella solitudine.
Buona Pasqua!








