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Emergenza sempre più grave: Fame, Povertà

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Perfino il presidente Bush, ancor prima di scadere dal suo mandato, ha riconosciuto che "la situazione mondiale è molto preoccupante e che occorre andare incontro ai bisogni alimentari di alcuni Paesi molto di più rispetto a quello che è stato fatto finora dai Paesi industrializzati". Anche la Banca Mondiale ha lanciato l'allarme causato dall'enorme aumento dei prezzi del riso fino al 75 per cento e del frumento fino al 120 per cento.

Così, 100 milioni di affamati si sono aggiunti ai 900 già esistenti. Se la tendenza dell'aumento dei prezzi non si ferma, saranno penalizzate anche le economie dei Paesi più sviluppati, come sostiene il Fondo monetario internazionale. Quindi la crisi "non è solo una questione umanitaria che tocca i Paesi più poveri".

Il cibo vale più del petrolio

Siamo tutti consapevoli che il cibo vale più del petrolio. Ma l'aumento del prezzo del pane e della pasta si spiega con una politica agricola che favorisce la produzione e l'uso dei cereali non - come si è fatto per secoli - per produrre il cibo, ma anche per fare "l'etanolo", cioè il combustibile. Sulla scia degli Stati Uniti anche l'Europa vorrebbe, entro dieci anni, aumentare del 10 per cento l'uso dei bio combustibili nei trasporti al posto della benzina che costa sempre più cara e non durerà fino alla fine del secolo.

Alcuni Paesi europei sostengono che bisogna "orientare di nuovo verso l'agricoltura gli aiuti per lo sviluppo agricolo, che è stato trascurato da 30 anni". Nell'attuale situazione di crisi alimentare tale sviluppo deve essere la prima preoccupazione.

Cifre e dati imbarazzanti

La crisi economica è ormai globale, tocca le nazioni più ricche, come l'America del nord e l'Europa, ma anche le nazioni della grande crescita come la Cina, l'India, il Brasile, e i Paesi che hanno giacimenti di petrolio. E come ben sappiamo, anche in Italia che è povera di materie prime, cresce il divario tra ricchi e poveri, così come il numero di precari e disoccupati. Si calcola che il 15 per cento dei nuclei familiari ha difficoltà ad arrivare a fine mese e non riesce a riscaldare gli ambienti in questo inverno.

Ma cos'è tutto questo a confronto del "Terzo mondo", dove ogni ora muoiono 1.200 bambini a causa della miseria più nera? È calcolato che dieci milioni di persone ogni anno muoiono per la fame e per malattie curabili, un miliardo non dispone di acqua potabile, due miliardi e mezzo non hanno servizi igienici e non guadagnano neppure due euro al giorno.

I cinquecento uomini più ricchi del mondo, tra cui anche alcuni italiani, guadagnano più di 500 milioni di persone povere. Questi dati sono la fotografia agghiacciante di un mondo pieno di ingiustizie, dove il 20 per cento della popolazione consuma l'80 per cento delle risorse di tutta la terra.

La giustizia prima della carità

Quando arriverà il tempo auspicato dalla Bibbia, in cui "giustizia e pace si baceranno"? Oggi ho pregato con le parole del salmo 93: "Dio che fai giustizia, o Signore Dio che fai giustizia: mostrati! Alzati, giudice della terra, rendi la ricompensa ai superbi!".

Soltanto la preghiera può ridare speranza e coraggio ai cristiani: "Amore e giustizia voglio cantare, voglio cantare inni a te, o Signore. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri. Tu sei giusto in tutto ciò che hai fatto. Noi abbiamo peccato, ma non ci abbandonare", così preghiamo con il profeta Daniele.



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