È sempre il tempo di qualcosa
È finito il tempo estivo con la sua luce esagerata, il caldo asfissiante e continuo, eventi atmosferici estremi a capovolgere tutto… Con esso, si chiude il tempo dei sorrisi senza pensieri di bambini e ragazzi tra bagni di sole, tuffi in acqua o passeggiate nel verde di boschi rassicuranti. Per non dimenticare poi le esperienze missionarie dei giovani che sono stati con i Saveriani nel mondo, per conoscere, incontrare e capire cosa c’è un po’ più lontano da qui.
Come in un vortice, riecco il tempo del rientro a scuola, il primo giorno per alcuni, l’ultimo primo giorno per altri… Perfino radio e tv rinnovano le programmazioni e i palinsesti. Anche la Chiesa, le diocesi, le comunità parrocchiali riaprono l’anno pastorale e catechistico, senza dimenticare l’ottobre missionario che stiamo vivendo. Per l’anno liturgico è il tempo… ordinario, ma presto ci troveremo nel tempo d’Avvento, di Natale e così via. Tutto è cadenzato dal tempo che spesso inseguiamo, subiamo e che fatichiamo a dominare, a rendere nostro. “Quanto vorrei un po’ di tempo per me”, “mi manca il tempo per…” Il tempo è un’entità a cui si guarda sempre con nostalgia, rimpianto e anche rabbia (“bei tempi…”), in un’epoca che quasi pretenderebbe di annullarlo, azzerarlo, perché il tempo è “denaro” e chi ha tempo non deve aspettarlo, non può sprecarlo. Se ci pensiamo, il tempo è sempre legato ad un’azione, a qualcosa che si deve compiere. Il tempo dell’attesa ha una connotazione fastidiosa perché non passa mai o trascorre troppo velocemente. Una stonatura con il nostro di tempo, che a domande precise esige risposte immediate. E il ‘subito’ supera la riflessione, la rielaborazione. A richiesta deve corrispondere reazione.
Eppure, non consideriamo che esiste il tempo per raccontare e quello per stare insieme. Ce ne siamo accorti quando, pensate al Covid, il tempo sembrava sovrabbondare anche se non c’era modo di stare vicini. Poi ci sono i tempi intesi come epoche da attraversare, analizzare, vivere. Noi proviamo a farlo sempre in queste pagine, pensando ai tempi degli altri, di chi non è appeso ad un orologio, ma che vive comunque dentro la storia. Proviamo a fare comunità, a non disperdere patrimoni di vita missionaria e non solo. Per essere al passo dei tempi, ma qualche volta anche contro… tempo.







