È "il giorno della vita"
Sono più di 50 anni che vivo in Brasile, soprattutto in Amazzonia come missionaria saveriana, e mi sono sempre dedicata a seguire i malati e a cercare di curarli. Sono partita senza sapere dove andavo. Ma ho subito visto che la situazione sanitaria della gente era una priorità assoluta. Con suor Piera siamo andate nelle case alla ricerca dei malati, in barca, a piedi e, nelle zone all'interno della foresta, anche con il piccolo aereo che la diocesi aveva a disposizione.
Ancora oggi, ciò che mi occupa maggiormente sono i malati, soprattutto le mamme e i bambini. Dedico tutta la mattinata a loro: medicazioni e vaccinazioni, a volte anche cento al giorno. La maggior parte dei pazienti viene dai villaggi lontani, sparsi nelle isole lungo i fiumi amazzonici. I malati impiegano anche un giorno di viaggio, in barca o con gli autobus, e spendono soldi. Ospitiamo volentieri in casa per la notte coloro che hanno difficoltà a tornare.
Un programma importante in Brasile è la cosiddetta "pastorale dell'infanzia", per evitare la morte prematura dei bambini. È impegnata principalmente in tre settori: accompagnare le gestanti, l'alimentazione al seno (era di moda il latte in polvere) e la nutrizione, le vaccinazioni. Una volta al mese le mamme portano i bambini per essere pesati. Il giorno della pesa è chiamato il "giorno della vita". Le mamme riunite fanno da mangiare per i bambini e ringraziano Dio perché sono aumentati di peso: la vita sta crescendo!
Molte famiglie accolgono i bambini di altri e li crescono. Ricordo una donna con un braccio paralizzato, e nell'altro braccio aveva un bambino malato. Era venuta da un'isola lontana, in barca. "Chi è per te questo bambino?", le chiesi. Mi ha risposto: "L'ho adottato e lo sto allevando: non ha la mamma, e viene da una famiglia molto povera".








