Conforti: santo tra i santi
Era l'aprile del 1996, ed ero appena rientrato dal Congo, in tempo per partecipare alla beatificazione del fondatore dei saveriani. La giornata non era bella: nuvole e pioggerella a tratti, ma nella basilica di San Pietro c'era il sole.
Era la gioia, l'entusiasmo e la festa di migliaia di persone accorse da tutto il mondo per la beatificazione di due grandi missionari, vescovi entrambi, ma con storie molto diverse: Conforti e Comboni. La basilica risuonava di canti, con danze a colori. Le varie sensibilità si fondevano nella consapevolezza che la santità dei nostri vescovi missionari andasse oltre i limiti culturali.
Quindici anni dopo...
Il 23 ottobre di quest'anno, giornata missionaria mondiale, con migliaia di altri pellegrini, ero a Roma per il coronamento del cammino di santità del vescovo Conforti. Il tempo era bello, la gioia tanta; indescrivibile l'entusiasmo di chi, dalle nostre missioni, era giunto nella città - cuore del cattolicesimo. I cappellini gialli dei pellegrini del Conforti coloravano la piazza gremita di altri pellegrini giunti per san Luigi Guanella e la santa spagnola Bonifacia Rodríguez de Castro.
L'attenzione era viva; i maxi-schermi aiutavano a eliminare la distanza dei fedeli dal cuore della liturgia. Sono state portate le reliquie, sono state descritte le caratteristiche dei tre beati e poi papa Benedetto li ha proclamati "santi". Nonostante l'avviso di non battere le mani, l'applauso è scrosciato spontaneo. Si sono innalzati gli stendardi e dispiegati gli striscioni, per dare forza all'emozione che prendeva tutti.
Il coraggio della fede
Guido Conforti santo! Una persona che ha attraversato mille difficoltà, ha vissuto tempi difficili, ha conosciuto fallimenti che avrebbero stroncato chiunque. La sua fiducia nel Signore, la consapevolezza di cercare la volontà di Dio, la forza della fede gli hanno permesso di realizzare la difficile missione: essere missionario senza poter partire, a causa di una salute che aveva messo in dubbio persino la sua stessa vocazione sacerdotale. Giovane sacerdote ha fondato la famiglia saveriana, ispirato dal grande apostolo dell'Oriente san Francesco Saverio.
L'emozione di tutti noi nasceva proprio dalla consapevolezza di questa sua fantastica vita, durante la quale le virtù cristiane sono state vissute al massimo. Ci colpisce la sua amabilità, la sua sensibilità nel chinarsi sulla sofferenza delle persone, il suo guardare oltre ogni apparenza.
Un evento dopo l'altro
Il nostro pellegrinaggio era iniziato sabato pomeriggio, con la veglia di preghiera e l'originale spettacolo sulla missione del Conforti, e una splendida coreografia allestita dai giovani di Salerno, guidati da p. Alex e p. Simone. La domenica pomeriggio, presso l'istituto Gerini in via Tiburtina, si è tenuto l'incontro dei giovani provenienti dalle nostre comunità in Italia, assieme ai nostri studenti, alle saveriane e ai laici saveriani. Una festa in famiglia tra i giovani "giovani" e i "giovani dentro", come simpaticamente ha annunciato p. Giuseppe Marano, animatore del pomeriggio.
Il lunedì mattino, la grande celebrazione saveriana in San Paolo fuori le Mura per tutti i pellegrini: oltre 3.500 persone, con una quindicina tra cardinali e vescovi, provenienti dalle nostre missioni, e circa 250 sacerdoti, in maggioranza saveriani. La professione perpetua di otto giovani saveriani e la consegna del Crocifisso ai partenti - tra i quali anche una famiglia con due bimbi piccoli con destinazione Brasile - hanno coinvolto e commosso tutti.
Momenti clou sono stati la processione danzante con la Parola di Dio e la colorata processione delle offerte consegnate nelle mani di mons. Giorgio Biguzzi, vescovo saveriano di Makeni in Sierra Leone; la splendida icona del Conforti, innalzata, ha ricevuto il sentito e caloroso applauso di tutti i pellegrini.








