"Dovendo pur prendere da voi commiato..."
Tema del "Paginone" di questo numero: "La morte di chi ha già lasciato tutto"
Era il 2 luglio del 1921. Dieci anni prima della morte, il Conforti scrisse una lunga Lettera Testamento a tutti i suoi "carissimi missionari, presenti e futuri".
Come un padre di famiglia, apre il suo cuore e regala ai figli le raccomandazioni più intime.
Il Testamento termina con queste parole.
"In questo momento, in cui sento tutta la soavità della carità di Cristo, di gran lunga più forte d'ogni affetto naturale, e tutta mi si affaccia la grandezza della causa che ci stringe in una sola famiglia, abbraccio con effusione di cuore, come se fossero qui presenti, tutti i saveriani che ne sono membri e quanti lo saranno in seguito, attuali e futuri, e per tutti invoco da Dio, nella mia grande indegnità, lo spirito degli apostoli e la perseveranza finale.
Con l'augurio che tutti, un giorno, abbiamo a ritrovarci in cielo nella stessa patria beata, dopo d'essere stati membri della stessa famiglia in terra, vi benedico".
Guido M. Conforti.








