Donare la nostra vita, Un potere che tutti abbiamo
Voglio trascrivere qui le parole di don Maurizio Calipari, ora che su schermi e giornali è calato il silenzio.
“Un’esperienza così, avvenimenti di questo genere, non devono passare inutilmente e invano. Credo che non ci sia uno di noi che non desideri profondamente nel suo cuore che non ci siano più occasioni di guerra, di odio, di divisioni, di scontro. Chi di noi non lo desidera, per il bene comune?... Voglio dire che c’è un solo modo per costruire una società migliore e una sola logica da adottare: non si può costruire una società diversa e un mondo diverso se non si adotta la logica del dono di sé. Bisogna dire: io sono disposto a pagare di persona. E allora nascerà qualcosa di nuovo. Non serve prevaricare gli altri. Nessuno dimentichi che solo percorrendo questa via le cose possono andare meglio”.
Questo è stato il commento di don Maurizio alla vita e alla morte del fratello Nicola Calipari. Ha detto queste parole, con la semplicità del cuore e con la convinzione della fede, vicino all’altare dove si rinnova il sacramento della “logica del dono di sé”. Gesù ha sempre e solo “pagato di persona” per migliorare e salvare la nostra umanità.
Siamo vicini anche noi, con l’affetto umano e l’impegno cristiano, alla mamma, alla sposa, ai figli. Siamo vicini, con lo stesso affetto e impegno, a tutti i familiari di tutte le vittime nel mondo. Ma lasciate che parli un attimo, a tu per tu, con Filippo.
Sei coetaneo di Gesù, quando si era trattenuto nel tempio tra la folla e i suoi genitori l’avevano perso e cercato. Gli avevano fatto una sola domanda: “Perché ci hai fatto questo?”. Anche tu, perdere il papà a 14 anni è davvero triste. Perderlo contro ogni ragione, proprio sulla via del ritorno, dopo aver liberato un’altra vita... Ti resta in cuore solo una domanda: “Perché?”.
Mi dispiace dirlo. Ho un presentimento che non vedrai - non vedremo - compiersi la giustizia. Perché la guerra moderna non è giusta e non ammette giustizia né trasparenza. Tuo zio, don Maurizio ha detto l’unica parola giusta, quella vera. La ricordi?
In quei giorni, in mezzo alla folla, non ti ho mai visto asciugare una lacrima.
Sei stato forte, davanti a tutti. Hai alzato la tua mano per salutare papà e sei tornato a casa, con nonna Rachele, mamma Rosa, tua sorella Silvia. Come il ragazzo Gesù, ora cresci in età, grazia e sapienza.
E medita nel cuore la parola di zio don Maurizio: “Con il dono di sé si cambia il mondo”.







