Da Parma: Per la diocesi e per il mondo
26 ottobre 2011: a tre giorni dalla canonizzazione di mons. Conforti, il vescovo di Parma ha celebrato una Messa di ringraziamento, con la partecipazione dei pellegrini venuti dalle missioni saveriane.
Siamo nella cattedrale di Parma, quella cattedrale in cui san Guido Conforti ha presieduto innumerevoli Eucaristie nei 24 anni del suo episcopato. Parlava in un tempo in cui non c'erano microfoni o sistemi di amplificazione, dal pulpito collocato a metà della navata centrale per farsi sentire dalla gente. E se ogni celebrazione Eucaristica abbraccia tutto e tutti, ciò è espresso in modo particolarmente visibile oggi in questa "Messa dei popoli".
Mons. Conforti, proprio qui vicino, incontra il Crocifisso e decide di entrare in seminario; qui vicino fonda la sua congregazione di missionari. Tutto si svolge in un raggio di poche centinaia di metri, e da qui raggiunge i quattro continenti di cui voi saveriani e pellegrini siete testimoni.
Siete venuti da lontano, nella sua cattedrale, per lodare e ringraziare Dio.
Si può dire che mons. Conforti abbia agito nella debolezza: debolezza della salute, della sua stessa persona, "animata e sostenuta dalla forza dello Spirito"; debolezza di chi vede partire gli altri, di chi piange la morte dei suoi missionari, di chi intravede le gioie e sente le sconfitte altrui come sue.
Parla al cuore dei credenti, spesso distratti e tiepidi, e indica la via del vangelo. Parla alla coscienza di tutti e addita uno stile di vita alto, aperto alla Parola che viene da Dio, solidale con gli altri, teso alla trascendenza e mai pago delle cose.
Egli ci rassicura che è possibile vivere la santità nella nostra terra, tra le vicende comuni e straordinarie della storia; ci testimonia che è possibile, anzi doveroso, unire la cura della diocesi e della città, con l'ansia del mondo da raggiungere con il vangelo di Cristo.








