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Se la ragione è fallace, Ma Cristo cosa ne pensa?

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Oriana Fallaci è uscita con il suo nuovo libro, "La Forza della Ragione", edito da Rizzoli International. Con lo stile che la contraddistingue dice l'ultima parola, pronuncia la sentenza definitiva - o almeno ha la pretesa di farlo - su questioni attuali importanti e cruciali, che tuttavia sono ben più complesse di quanto lei pensi. Tanto da far dubitare che possa avere ragione.

Non voglio entrare in merito ai vari aspetti. Vorrei ragionare invece "Sul cristianesimo", un capitolo del libro che inizia così:"Io sono un'atea cristiana". 

Riconosco alla Fallaci il merito di dire quel che pensa; quello che probabilmente anche altri pensano. Immagino che tanti le daranno anche ragione. Io, no. Come missionario, so che una parte di ragione c'è sempre, in tutto quello che uno pensa e dice, e cerco di ascoltare e comprendere. So che al bar o dalla parrucchiera si discute di tutti e su tutto. Ma c'è anche un'onestà professionale e mentale che va oltre il bar e la chat. C'è anche il senso di rispetto per la fede altrui, che è esperienza profonda di vita.

"Non credo in Dio…"

Non ci crede, e rispetto la sua scelta di persona adulta. Del resto, la fede è dono di Dio e l'accoglie meglio chi apprezza il Donatore. La Fallaci non apprezza Dio; anzi, pensa che "Dio sia stato creato dagli uomini e non viceversa"; non ha "la speranza che Dio esista, che abbia tempo e modo di rintracciarmi e occuparsi di me. Me la cavo da sola". Se così fosse, avrebbe tutto il diritto di disfarsene. Il fatto è che Dio ci ha creati liberi di disfarci di Lui. Ma questa è un'altra questione!

"Tuttavia sono cristiana…"

Dice che il cristianesimo le piace, la convince, la seduce. Beh, questo non può che far piacere. Ma quale cristianesimo? Non quello che perdona, "perché incoraggia la cattiveria". Non quello delle chiese, perché "hanno distorto e tradito il discorso fatto da Gesù e sono responsabili della catastrofe che stiamo vivendo". Fa l'elogio del cristianesimo, ma senza "le belle fiabe" dei miracoli e senza "dottrina". Fa l'elogio del Crocifisso, ma quello invocato per fare le guerre e sconfiggere gli altri… Alla fine, la Fallaci si fa un suo Cristo, a sua immagine e somiglianza; un Cristo che piace a lei, appunto: "Dio diventa Uomo, ossia l'Uomo diventa Dio, Dio di se stesso".

E Cristo cosa pensa?

"Il Padre e io siamo una cosa sola. Ascolto quello che il Padre mi dice. Faccio quello che al Padre piace. Io non faccio nulla da me stesso. Non è facile comprendere chi è davvero Cristo. Bisogna guardarlo, ascoltarlo, seguirlo, contemplarlo; lasciarlo parlare al cuore; capirlo con l'anima. Bisogna farsi spiegare da Lui: chi Lui è, chi è Dio, chi sono io e gli altri con me, in questo strano mondo. Solo con questa umile onestà, la ragione acquista forza e non diventa una trappola fallace. Anche perché i credenti non sono scemi del tutto. Tanto meno coloro che cercano di essere discepoli di Cristo.



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