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Da Minsk fino a Udine, Monache ortodosse di S. Elisabetta

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A gennaio celebriamo la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Le iniziative al riguardo sono molte. Da un paio d'anni, con cadenza periodica, sono nostre ospiti alcune monache ortodosse che provengono dalla Bielorussia. È un incontro occasionale ma bello, anche per una conoscenza reciproca, che ci porta a riconoscere i tesori di grazia e di amore presenti nella chiesa ortodossa. Lo Spirito Santo certamente opera dovunque e in ogni persona.

La storia della patrona

La loro patrona è la regina Elisabetta, santa e martire per gli ortodossi. Figlia del granduca Ludovico IV di Assia - Darmstaad e della principessa Alice, e nipote della regina Vittoria d'Inghilterra, divenne ortodossa quando sposò il granduca russo Sergej Alexandrovic. La loro vita insieme non durò a lungo, perché il marito morì in un attentato. La granduchessa decise di dedicare la propria vita a Dio e ai poveri: "Io lascio il mondo, nel quale avevo una posizione splendida, ed entro nel grande mondo dei poveri".

Sant'Elisabetta creò il monastero del quale divenne superiora. Nella preghiera e nel digiuno, soccorreva i poveri e i malati. Nel luglio 1918 i comunisti bolscevichi l'arrestarono insieme ad alcune monache. Le portarono nella città mineraria di Alpaevsc e le gettarono a morire in una miniera. I suoi resti mortali riposano nella chiesa di S. Maria Maddalena a Gerusalemme.

Preghiera, assistenza e viaggi

Il monastero di Minsk, quindi, si ispira a lei e alla sua opera, seguendo la regola monastica di san Basilio. Oltre alla preghiera, le suore si dedicano ad assistere e accompagnare gli orfani e visitano quotidianamente i malati di un ospedale psichiatrico. In un terreno regalato, stanno ora sviluppando una piccola azienda agricola per accogliere ex carcerati e persone con problemi di droga e alcool. Inoltre, sono impegnate in diversi laboratori nell'ambito del monastero stesso, dove dipingono icone, ricamano, lavorano la ceramica, il legno e il ferro...

Le monache passano con un pulmino carico di prodotti del loro artigianato che cercano di vendere per sostenere le loro opere. Ben organizzate, viaggiano su un itinerario prefissato: Italia, Francia, Spagna, Germania... Questo peregrinare dura un paio di mesi; è quindi una fatica notevole, ma non trascurano la preghiera. Ricambiano l'ospitalità con qualche oggetto.

Dalla Bielorussia ci hanno inviato anche gli auguri natalizi:

"Auguriamo la gioia principale: essere con Cristo, ricordando che non c'è cosa più forte nel mondo che l'amore di Dio per l'uomo".



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