Costruzione di muri e di relazioni
Padre Rino è un saveriano bergamasco noto a molti. Originario di San Lorenzo di Rovetta, è stato superiore generale dei saveriani; ora è missionario in Congo RD (Africa) e scrive delle sue attività.
A Kindu è stato affidato ai saveriani un centro per la gioventù, ampiamente incompleto nelle costruzioni e soprattutto da mettere in funzione per quanto riguarda le attività e i rapporti con la gioventù del luogo. Attualmente vi lavorano quattro saveriani: p. Mario Sciamanna, fr. Lucio Gregato, io e - ultimo arrivato - p. Stefano Della Pietra.
C’è ancora molto da fare
Per il completamento delle strutture, abbiamo lavorato sodo, soprattutto fratel Lucio, veterano dell’Africa e costruttore di centinaia tra scuole, chiese, ambulatori, acquedotti... Abbiamo potuto farlo grazie all’aiuto di tanti amici. Infatti, qui a Kindu il materiale di costruzione è molto caro e a volte introvabile.
Ci restano ancora varie cose da fare, come il muro di cinta e alcuni campi di gioco, oltre al completamento di una terza costruzione, che manca di finestre e pavimento.
Abbiamo riempito le varie sale di tavoli, banchi e sedie, oltre che la nostra casa degli oggetti più necessari, dal momento che quando siamo arrivati non c’era assolutamente niente. All’inizio dell’anno, ci siamo presi una pausa nei lavori, anche perché non vogliamo che la gente creda che tutto cade gratuitamente dal cielo.
Una situazione delicata
Più difficili da valutare sono i risultati dal punto di vista delle relazioni e delle attività. Ci sembra che la gente ci voglia bene, ma la vita è per tutti molto difficile e i giovani fanno fatica a essere fedeli ai loro impegni. Qualche attività pian piano prende corpo. Ci vorrà tempo e pazienza.
A volte mi domando: “Se io fossi nelle loro condizioni, cosa sarei in grado di fare?”.
In particolare, la situazione dei giovani studenti (qui ce ne sono tanti) è molto difficile, specialmente per gli strumenti di studio e la qualità della scuola. Inoltre, la scuola è a pagamentoe quindi molti ne sono esclusi finché non pagano, con il risultato che studiano a singhiozzo.
Abbiamo offerto un luogo pulito e illuminato, con qualche libro per studiare. Alcuni iniziano ad approfittarne, soprattutto nel periodo degli esami. Stiamo aspettando vari cartoni di libri che purtroppo sono in strada da quasi tre mesi. Ora sono arrivati a Kasongo, a più di 200 chilometri da qui, ma nel frattempo la chiatta che fa da traghetto sul grande fiume Congo e che unisce le due rive del fiume qui a Kindu, si è rotta e non sappiamo quando ci sarà possibile andare a recuperare il nostro prezioso materiale.
Tutto è in evoluzione
Da settembre scorso, nelle nostre strutture sono ospitate le prime tre classi di una scuola secondaria. La presenza di questi giovani dà vita al centro e speriamo che in futuro si crei un gruppo di amici del centro. La scuola sembra essere di buon livello e nessuno ha perso un giorno di scuola…
La collaborazione è buona: noi facciamo animazione spirituale e su 215 allievi, circa 60 frequentano la catechesi per prepararsi al battesimo. Un altro piccolo gruppo di 15 giovani ha già ricevuto i sacramenti e altri 15 si preparano alla cresima. Gli altri sono di altre chiese o religioni.
Abbiamo molte altre iniziative in testa (conferenze, corso di inglese e francese, scuola d’informatica, corso di alfabetizzazione…), ma ci vorrà del tempo. Alcune le abbiamo iniziate e continuano, altre sono iniziate e morte. Ad esempio, avevamo dato spazio a un’associazione di non vedenti che voleva organizzare una scuola di Braille, ma il trasporto per venire fin qui è per loro un peso economico notevole, e per il momento hanno rinunciato.
Vi siamo riconoscenti per tutto l’aiuto spirituale, per il contributo pratico e per la simpatia con cui ci seguite nella nostra vita missionaria.







