Cinquanta volte grazie…
Era il 3 ottobre 1976 quando, nella casa Madre dei Saveriani a Parma, insieme ad altri compagni, mons. Gazza, Superiore Generale, ci ha ordinato presbiteri. Da quel giorno fino ad oggi, quante ne sono successe! Prima di tutto devo esprimere un grande grazie a tante persone, cominciando dai miei genitori, sorella e nipoti. Mi sono stati vicini nella mia vita, mi hanno aiutato a crescere. Quando torno in vacanza nel mio paese (Plello di Borgosesia, in Piemonte), vado subito al cimitero. Mi fermo davanti ad ogni tomba e, oltre a una preghiera, aggiungo un grazie per tutti coloro che lì riposano e che mi hanno accompagnato dalla nascita fino ad oggi. Dal Seminario diocesano di Novara (dalla quinta elementare fino alla Terza liceo) ho spiccato il volo verso i Saveriani: anni di studio, apostolato nelle parrocchie di Parma e anche l’attività di arbitro di calcio che ha creato tante amicizie. Poi ho cominciato a girare l’Italia e il mondo: tre volte in Sardegna con i ragazzi e in tanti paesi per promuovere le missioni, incontrando persone impegnate, come i missionari, a testimoniare Gesù nella vita di ogni giorno. Ne ho approfittato per conoscere meglio la storia, la cultura e molto altro della Sardegna. Così pure il lavoro in Veneto (Zelarino, Venezia meravigliosa e il servizio come cappellano del porto commerciale di Marghera), a Salerno (gli Scout), il servizio come parroco a Villa san Giuseppe in Calabria (persone speciali, come le arance della vallata del Gallico). E poi l’Africa: Congo RD (i viaggi sul lago Tanganika, l’incontro con le comunità cristiane, i loro problemi, la loro cultura, le gioie e i dolori, i giovani) e Camerun (un rapporto speciale con i capi tradizionali, con gli Scout, e la conoscenza delle persone appartenenti ad altre religioni).
Ora che sono a Cagliari, cerco di fare del mio meglio. Gli anni passano per tutti. Tante persone care non sono più su questa terra, altre cominciano ad avere una certa età, ma nonostante tutto, andiamo avanti. E quando il Signore Gesù mi chiamerà, spero di poter dire alla mamma di Gesù di guardare e ricompensare tutti quelli che mi hanno fatto del bene.







