Servire per trovare la gioia, Campo estivo con i giovanissimi
Nella prima settimana d'agosto è entrata nella casa di Ancona un'ondata di freschezza giovanile. Giovani di Salerno, Cagliari e Ancona si sono radunati per vivere un'esperienza di servizio in alcune realtà con situazioni di disagio sociale.
L'imbarazzo iniziale
In piccoli gruppi i giovani sono andati in due strutture per persone con problemi psichici e fisici, in comunità di recupero e malati di Aids, alla mensa dei poveri. In questi luoghi hanno speso tutta la mattinata, rendendosi utili, o semplicemente stando in compagnia di queste persone.
All'inizio i giovani hanno avuto delle difficoltà: chi non sapeva cosa fare o cosa dire, chi si sentiva imbarazzato, chi aspettava ordini dai responsabili... Ma poi tutti hanno rotto il ghiaccio per stabilire ponti di comunicazione. Dopo solo 5 giorni di servizio, quando si son dovuti lasciare per tornare alle proprie case, sono cadute tante lacrime su questa terra marchigiana.
Scambio, preghiera, allegria
Nel pomeriggio ci siamo riuniti per condividere le esperienze di servizio vissute in mattinata. I giovani hanno avuto così la possibilità di manifestare quello che vivevano nel loro cuore. Erano sempre momenti intensi, e ci sembrava che mancasse il tempo. Ognuno si è portato a casa qualcosa di nuovo e di diverso, grazie soprattutto a questo scambio.
Abbiamo anche trovato il tempo per stare insieme e divertirci, specialmente nelle serate. Anche i momenti di preghiera sono stati intensamente vissuti. Il nostro Maestro ci ha insegnato ad abbassarci per lavare i piedi dei nostri fratelli, e a lavarli soprattutto a chi non viene preso in considerazione, o a chi è considerato perdente.
Vale la pena per tutti
Oggi siamo un po' tutti avari di tempo. Ci sembra di averne così poco che non vogliamo rischiare di perderlo in esperienze deludenti. Così succede che, giovani e adulti, siamo poco propensi a lasciare una settimana di vacanze per fare esperienze che ci sembrano anche attraenti, ma strane.
Eppure dice il proverbio: "chi non risica non roseca". Questi giovani hanno rischiato e ne sono rimasti entusiasti. Chissà che adesso non riescano a contagiare anche altri giovani! Credo proprio di sì. Comunque anche noi animatori siamo stati entusiasti, al punto da pensare già a un altro campo per la prossima estate.
La nostra vita non ha senso nel successo (anche se la televisione continua a farcelo credere); ha senso nel servire. Come ben diceva Tagore: "Dormivo e sognavo che la vita era gioia. Mi svegliai e vidi che la vita era servizio. Servii e trovai la gioia".








