Skip to main content
Condividi su

Ho conosciuto Andrea nel 1994, arrivato a Brescia dal Bangladesh. Avevo cominciato a battagliare contro le mine antipersona, con altre persone che avevano a cuore la pace. Un “bombarolo” convertito stava radunando i suoi amici, per convincerli a collaborare. Tra questi anche Andrea, titolare dell’impresa “Gruppo Masserdotti” di Brescia.

Poster, striscioni e… cotechino!

Un omone dal volto simpatico, mente dinamica, sguardo sincero. C’è voluto poco per apprezzarlo. Una sera mi invita a cena con un gruppo di suoi amici. La trattoria è piena di convitati a me ignoti. Presentandoli, mi dice: “Caro Marcello, siamo qui per farci la nostra solita maialata!”. Non me l’aspettavo, ma ormai ero dentro; e ho dovuto fare la mia parte con lenticchie, cotiche e bollito di maiale… Serata indimenticabile!

Da allora l‘amicizia e la collaborazione si è estesa nelle varie iniziative, non solo nella campagna contro le mine, ma anche nella “Fondazione San Cristo”, la Onlus per la manutenzione della splendida chiesa “San Cristo” e la promozione di opportune attività culturali e missionarie.

A ogni mostra, convegno e iniziativa saveriana puntualmente arrivavano i poster e gli striscioni, stampati su tela con colori indelebili dall’impresa Masserdotti. Anche i due pannelli che mostrano “San Cristo, passato e presente” e “San Cristo, un tesoro recuperato”, appesi alla parete del portico in entrata, e i cinque pannelli che illustrano cinque secoli di storia del complesso, sono stati curati in dettaglio dall’amico Andrea e dai suoi grafici.

Ti aspetto nell’orto…

Per ogni nostra attività, Andrea aveva un occhio “speciale”. Per la canonizzazione di mons. Conforti, era arrivato con esemplari in varie dimensioni dell’icona dipinta dal bresciano Carlo Richiedei, diffusa poi in mezzo mondo. Ultimamente, era arrivato con una manciata di moschettoni e portachiavi con l’effigie del Conforti e il suo motto, “Vedere Dio in tutto e in tutti”. E ci rimproverava: “Dovete darvi da fare per far conoscere alla gente il vostro santo!”. Aveva ragione.

Andrea pregava tanto; ancor più da quando aveva saputo di quel tumore al pancreas. Pellegrinaggi, novene, voti… e tanta fiducia nella Divina Misericordia, di cui recitava “la coroncina”! Ci diceva: “L’unica speranza è Dio: se vuole, lui può”. E ultimamente aggiungeva: “L’ho pregato tanto, ma lui è impegnato in qualche altra parte…”. Finché l’ha chiamato a sé, sabato 15 novembre.

Veniva spesso a trovarmi nell’orticello sul foro romano, a scambiare quattro chiacchiere. In mano, una busta con gelati o brioche: almeno due, per Fiorenzo e per me. Sul quaderno nella camera ardente ho scritto: “Caro Andrea, anche oggi ti ho aspettato nell’orto, come eri solito fare. Invece, no; ma so che sarai sempre con noi. Grazie!”.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2295.9 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Il 3 ottobre scorso ci ha lasciati papà Enrico Rota Martir. Nella missione in Amazzonia, i famigliari mi tenevano informato sulla sua situazione di s…
Edizione di Dicembre 2008
Pierre è un giovane saveriano congolese, da poco arrivato in Italia per studiare teologia a Parma. Ci ha mandato questa riflessione sulla vocazione m…
Edizione di Marzo 2023
Papa Francesco ha nominato Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi Metropolitana di Belém do Pará, in Brasile, il saveriano p. Paolo Andreolli, asseg…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito