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Una sera stavo confessando nella cappella di un villaggio. Improvvisamente si inginocchia davanti a me un bambino di otto o nove anni. Attira la mia attenzione il fatto che non si faccia il segno della croce e che, come se fosse impaurito, non mi rivolga la parola. Gli domando: "Sei cristiano?". "No, non lo sono", mi risponde.

Noto la tensione sulla sua faccia e le lacrime che cominciano a inumidire gli occhi. La gente attendeva pazientemente in fila. Io dovevo dirgli di andarsene, ma le parole non mi uscivano di bocca. "Che cosa posso fare per te?", gli chiedo. Con un filo di voce mi risponde: "Mi picchiano sempre, per questo chiedo la benedizione del tuo Dio. Sono il più piccolo dei miei fratelli e tutti mi comandano di fare qualcosa e devo servire le donne e gli adulti della mia numerosa famiglia. Quasi tutti i giorni mi picchiano. E sono troppe le volte che resto senza mangiare. Per questo sono venuto: desidero la benedizione del tuo Dio".

"Perché chiedi la sua benedizione?", gli domando. "Perché tutti mi picchiano e ho udito che il tuo Dio benedice quelli che soffrono ed è amico dei piccoli. Io sono un bambino e in casa mi trovo molto male".

Un nodo mi stringe la gola. Questa volta sono io che, a malapena, riesco a dire qualche parola: "Il Signore, nostro Dio, che è misericordia e tenerezza sia con te e ti accompagni, ti benedica con il suo amore e ti liberi da tutti i mali". Il volto del bambino è cambiato completamente. Sorridendo si è allontanato nell’oscurità della notte.

Che Dio parli per bocca dei piccoli, è stata per me cosa evidente. Un Dio che chiama alla benedizione, alla vita, alla solidarietà e alla riconciliazione.

Da qualche anno, qui in Benin, ci troviamo di fronte a un problema molto doloroso: il traffico dei bambini. Molti di loro sono condotti in Costa d’Avorio, in Nigeria, in Gabon, per i lavori forzati, la prostituzione. Nel Centro di ascolto e di orientamento tenuto da un mio confratello, qui a Cotonou, ne sono stati accolti più di quattrocento. I piccoli continuamente ci interpellano. Arduo è il compito per costruire un mondo più fraterno e umano.

Però se scegliamo la benedizione di Dio e accettiamo la sua presenza nella nostra vita, Egli farà il resto.

p. Giuseppe Brusegan , Benin.



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