Carisma è missione, La carne e lo spirito
Dopo cinque settimane in Italia, torno in Brasile con la sensazione che siamo attraversati da due forze o due modi di dare senso (o non senso) alla vita. San Paolo le chiamerebbe: “la carne e lo spirito”. Mi spiego.
Ho accompagnato al castello del Saverio, in Spagna, il pellegrinaggio di 150 giovani di varie nazionalità, soprattutto italiani del nord e del sud... Tutti insieme, come fratelli; tutti cristiani, guidati dallo stesso Spirito, immagini dello stesso Figlio, figli dello stesso Padre - direbbe il Saverio. Sono stato anche a Palermo - io bergamasco - ben accolto da famiglie siciliane. Ho fatto esperienza di cosa significhi, “fare del mondo una sola famiglia in Cristo”.
Ho anche guardato il telegiornale delle 8, quasi ogni sera. Mi pareva di cadere in un altro mondo: guerre, omicidi, malcelato razzismo... Mi tornava alla mente quello che avevo scritto nel 2000 in un mio libretto: “Ogni giorno i nostri mezzi di comunicazione ci iniettano una dose di razzismo. Ogni volta che accostano la nazionalità al fatto di cronaca nera, aprono la strada all’intolleranza. Chi ha rubato è un ladro; e non un italiano, o un albanese, o un marocchino. Chi ha ucciso è un assassino; e non uno del nord o uno del sud.
È vergognoso che il telegiornale, parlando di un rapimento, abbia martellato fino alla nausea la parola “filippino”.
La nazionalità non ha alcun rapporto con le azioni, buone o cattive, che una persona commette. Nel periodo natalizio, ci sono stati 80 morti sulle strade; ma il paginone è tutto su due o tre, che non sono italiani. E ci tornano su per vari giorni: sono lezioni di razzismo”. Così scrivevo nel 2000, riferendomi a fatti di allora. Mi pare che adesso le cose non siano cambiate in meglio.
Certo, quei giovani in marcia verso il castello del Saverio e quelle famiglie che a Palermo mi hanno accolto, fanno rinascere la speranza. Ma quand’è che questa visione di fraternità universale arriverà ai nostri giornali, alla radio e alla tv? Quando cancelleremo dal nostro vocabolario la parola “straniero”?
Il beato Conforti aveva un sogno: “Tutti i popoli si avvicinano e si abbracciano, nella carità che il Salvatore è venuto ad accendere sulla terra. Vengono a comporre una sola famiglia, di cui Cristo è il capo; un solo ovile, di cui egli è il pastore. Distinti per lingua, razza e colore; ma unanimi nella fede e nei sentimenti del cuore” (Parma, 15 maggio 1892).
Il Saverio, nell’approdare tra popoli sconosciuti, non vedeva che “figli e creature” di Dio. È la scuola di Cristo. Lui è la nostra pace: ha abbattuto ogni muro di separazione. In Gesù, il Padre vuole ricapitolare tutte le cose. Ci ricorda san Paolo: “I desideri della carne portano alla morte; i desideri della Spirito portano alla vita e alla pace”.
Tutti diciamo di desiderare “vita e pace”. Il razzismo non porta né alla vita né alla pace.








