Bibbia e catecumenato: "Mi aiuti a leggere la Bibbia?"
Sappiamo che Occidente e Oriente sono due mondi distanti per abitudini, usanze, modi di fare e di vivere diversi, ma che suscitano anche curiosità e attrazione. La prima immagine che mi viene in mente è il modo di leggere e scrivere. In occidente apriamo un libro e leggiamo da sinistra a destra; qui in Cina si parte dal fondo e la lettura viene fatta dall'alto in basso.
È un piccolo esempio. Mi ha insegnato una cosa importante: la pazienza nell'accompagnare le persone che si avvicinano al cristianesimo, anche perché le loro abitudini e modi di pensare sono incastonati nei secoli di questa antica cultura.
L'interesse per la storia e le genealogie
Perciò ho preso come slogan della mia vita missionaria la frase del nostro fondatore il beato Conforti, che diceva ai missionari di "cercare Dio, amare Dio, vedere Dio in tutto e in tutti". L'attenzione allo Spirito mi porta a cercare i valori comuni su cui piantare l'annuncio evangelico: l'aspetto storico e la famiglia.
I cinesi nutrono molto interesse per la loro lunga storia e per la storia in generale. Quando scoprono che la storia scritta nella Bibbia si avvicina alle epoche che loro a scuola devono imparare e memorizzare, ecco che la Bibbia suscita curiosità. Infatti la frase che una persona usa per avvicinarsi alla chiesa e iniziare il cammino catecumenale è questa: "Padre, mi aiuti a leggere la Bibbia?". Usano la parola "Bibbia" per esprimere il vero interesse che c'è nel loro cuore: conoscere la fede cristiana e la comunità che la vive. Pian piano, durante i due anni prima del battesimo, leggiamo e approfondiamo la Bibbia.
Usando la Bibbia, ho visto che, oltre alla storia dei personaggi, il loro intersesse è rivolto verso la famiglia e alle genealogie: è il ricordo degli antenati nella fede. A Taiwan tutte le famiglie cinesi conservano con pietà e devozione sull'altare domestico il libro della genealogia familiare. Attraverso la genealogia i cinesi si rendono conto di appartenere a una storia più grande.
Il metodo di lettura che propongo è quello di partire dagli antenati di Gesù, per arrivare alla vita di Gesù e poi passare ai comportamenti (i sacramenti, i comandamenti eccetera) della famiglia di Gesù. Un cristiano battezzato tre anni fa, partendo dalle genealogie di Matteo e di Luca, ha ricercato nella Bibbia tutti i nomi degli antenati e parenti di Gesù e li ha scritti su un cartellone. Il cartellone occupa lo spazio di un'intera parete!
Chiedere e ricevere il battesimo
Mi ha sempre incuriosito il fatto che una persona adulta chieda il battesimo: per me resta un mistero e una sorpresa. L'unica risposta che riesco a darmi è questa: è la grazia di Dio, che chiama a sé i suoi figli.
Quest'anno nella nostra parrocchia abbiamo avuto un evento speciale: assieme alla mamma sono stati battezzati anche i due figli; e anche una professoressa di musica, che pur aiutando da anni a organizzare il coro per la Messa in varie parrocchie di Taipei, non aveva mai chiesto il battesimo.
Alla mia domanda, come mai avesse cambiato idea, ha risposto: "Lo faccio soprattutto per i figli; ho visto che i ragazzi che partecipano alla chiesa sono diversi dagli altri" (eppure, i ragazzi cinesi sembrano tutti uguali!). Poi ha aggiunto: "Chiedo di essere battezzata perché desidero fare la comunione!". Strana ma profonda questa risposta. Raramente trovo persone che arrivano a questo motivo per volere il battesimo.
Aderire al cristianesimo in Cina è ancora visto come un tradire la famiglia, un isolarsi da tutto il resto. Nonostante le difficoltà, con il battesimo le persone ricevono un respiro nuovo, acquistano confidenza in se stesse e una libertà maggiore. Hanno la consapevolezza di appartenere a una grande famiglia che continua a scegliere di essere cristiana e si sforza di esserlo.
Queste storie dei nuovi cristiani aiutano a riflettere anche noi missionari, che siamo venuti ad annunciare che "veramente Cristo è risorto!".
Lascio lo spazio ad alcune esperienze di catecumeni - Angelica e Sofia - che possono spiegarci come la Bibbia aiuti le persone che cercano il significato della vita.
Angelica, la strada per la felicità
Pensare di diventare cristiana per me non è stata una cosa improvvisa: varie volte Dio mi ha chiamata. Ricordo, in quarta elementare, l'insegnante cristiana (protestante) spesso ci diceva: "Credi in Gesù e avrai la vita eterna". Io ero piccola; non riuscivo a capire il senso di quella frase e pensavo tra me: "Possibile che i tutti i buddhisti non possano ottenere la vita eterna?". Ma ormai questa frase si era impressa nella mia mente!
Alle medie una sera, andando a fare una fotocopia per la scuola, la proprietaria mi chiede se avessi mai pensato a quale fosse la cosa più importante nella mia vita. Ricordo di averle risposto: "La felicità è la cosa più importante della vita!". "E come pensi di poter ottenere la felicità?". "Affidandomi alla fortuna, questa è la sola maniera", le risposi. Lei non disse niente, ma ricordo che voltandomi per uscire, l'occhio è caduto sul tavolo dove era scritto: "Credi in Gesù e otterrai la vita eterna".
Dopo il secondo anno di università, un'amica mi regala un libretto, "Il vangelo". Lo avevo gettato nel cestino dei rifiuti, ma per paura di offendere Dio, l'avevo raccolto e portato a casa. Varie volte ho pensato di leggerlo, ma ogni volta solo a guardare la copertina mi addormentavo.
A essere sincera, non mi sentivo contenta; iI mio cuore sembrava si fosse ammalato... Quando sono andata a Parigi per studiare, ho dovuto affrontare me stessa, e gradualmente anche Dio è entrato nella mia riflessione.
Un giorno un missionario (studiava lingua per andare in Africa) mi ha portato a vedere una chiesa. Seduta di fronte alla statua della Madonna, mi sembrava che le preoccupazioni e le ansie del mio cuore venissero prese da lei; sembrava che lei mi incoraggiasse e consolasse; mi dicesse di non aver paura e di non essere triste, perché suo Figlio Gesù mi avrebbe aiutata e guidata. Un sentimento strano e misterioso, ma che portava serenità.
Da quel giorno, ho iniziato a pregare prima di addormentarmi. Anche se non so bene come recitare le preghiere, prego con cuore sincero e chiedo a Dio di non abbandonarmi e di non lasciarmi smarrire. Tornata a Taiwan, il missionario mi ha insegnato a credere, sperare e amare. In questo modo mi sembra di trovare la strada per la felicità.
Sofia, come una piccola pianta...
Quando ero piccola, desideravo diventare un "pino" nella prossima vita. Così avrei potuto guardare il mondo dall'alto di una montagna. Non sapevo quanto grande fosse il mondo e pensavo di essere sola. Molti anni dopo ho capito che siamo influenzati da ogni cosa che incontriamo nella vita.
Sono cresciuta in una famiglia buddhista. Mia madre pratica il buddhismo, segue una dieta vegetariana e mi ha insegnato a recitare le preghiere, stando seduta nella posizione del loto. Mi ha anche confidato le sue profonde esperienze religiose. A ben guardare, questa mia esperienza da piccola avrebbe dovuto portarmi a concludere che sarei diventata buddhista.
Invece, non ho potuto trovare pace interiore in nessuna esperienza religiosa. Ero interessata, ma non riuscivo a scegliere. Infine, nella missione cattolica di san Francesco Saverio a Taipei ho potuto sperimentare che Dio non mi ha mai abbandonata. Con l'aiuto di molti, mi sono unita alla sua famiglia e a Natale del 1999 ho ricevuto il battesimo: Dio mi ha scelta; non sono io che ho scelto Lui.
Avevo iniziato il corso di catechismo da sei mesi e tutto procedeva bene, ma improvvisamente mia madre ha avuto una paralisi ed è caduta in coma. Ho dovuto interrompere le classi per accudirla. Ho recitato i versi buddhisti per lei, per dimostrarle il mio amore filiale, ma ho pregato anche Gesù che salvasse mia madre. Ero stritolata tra la chiamata evangelica che sentivo dentro di me e il mio ambiente familiare buddhista.
Avevo sempre con me il vangelo. Attraverso la lettura del vangelo e la preghiera, alla fine ho trovato la pace interiore. Dio mi ha dato la possibilità di conoscerlo attraverso la sofferenza e ha lasciato che io rispondessi liberamente.
Ora sono cristiana. Mi sembra di essere come una pianticella trapiantata da Dio. Mi ha piantata in un terreno fertile e mi aspetto che un giorno anch'io possa portare frutto, come una spiga di riso. O forse mi ha piantata in un campo sterile; anche così cercherò di interessarmi della terra sotto di me, per renderla migliore. Credo fermamente che Dio sarà sempre nel mio cuore.








