Asia, le sfide del futuro
Dall’incontro di Bangkok (7-11 aprile) delle commissioni “Giustizia e Pace” sul tema “Pace e riconciliazione nel contesto asiatico”.
Riaffermiamo il nostro impegno a lavorare per l'uguaglianza degli esseri umani e per i diritti dei gruppi emarginati come donne, minoranze, popolazioni indigene. Sentiamo il dovere di promuovere i valori universali della giustizia e della pace e di applicarli nel contesto sociale.
C’è bisogno di una risposta collettiva ai problemi e alle sfide della riconciliazione in Asia, basata su principi fondamentali come l’inviolabile dignità umana e l'integrità del creato.
L’Asia di oggi presenta tendenze paradossali.
Da un lato c’è la crescita del Pil, il miglioramento nell’alfabetizzazione e il progresso tecnico; dall’altro, povertà estrema, malnutrizione, militarizzazione, mancanza dello stato di diritto e di democrazia.
Una pace sostenibile è subordinata alla giustizia economica e sociale, mentre la riconciliazione politica tra le parti in conflitto non può prescindere dal conoscere la verità e riconoscere le gravi violazioni dei diritti umani.
L'aumento del nazionalismo nei paesi asiatici a scapito di gruppi etnici, linguistici e religiosi più piccoli è un fatto inquietante. Il pluralismo a livello sociale, culturale e religioso è la bellezza dell’Asia, pertanto qualsiasi ideologia che porti divisione e conflitto dovrebbe essere scoraggiata da tutti.
L’Asia è soggetta a calamità dovute ai cambiamenti climatici.
Lo sfruttamento delle risorse naturali da parte delle multinazionali ha portato a un aumento della povertà, dei conflitti e a diverse forme di violazione dei diritti umani.
La recente visita di papa Francesco in Asia ha incoraggiato la solidarietà verso le popolazioni emarginate, l'impegno interreligioso per la pace e la riconciliazione, la costruzione di una chiesa inclusiva.








