Armonia nella diversità
La casa saveriana di Salerno si è trasformata in un crocevia di mondi, colori e speranze. “Armonia nella Diversità - Selaras Ragam”non è stata soltanto una mostra d’arte, ma un canto vibrante che ha intrecciato culture lontane e vicine, storie di vita e impegno, bellezza e solidarietà.
In un tempo, in cui il fragore della violenza e della divisione sembra voler soffocare ogni dialogo, la serata ha offerto un respiro di pace, un invito a riscoprire la bellezza come forza che cura e unisce. L’arte qui non è mera decorazione, ma un linguaggio profondo, un ponte invisibile che attraversa confini geografici e culturali, abbattendo muri di paura e indifferenza. L’arte può essere un’oasi di dialogo e riconciliazione, un’eco di umanità che risuona più forte dei conflitti e delle chiusure. In questa armonia che nasce dalla diversità, si cela la promessa di un mondo più giusto e compassionevole.
Nel cuore della serata, la voce di Bapak Haryadi Satya ha raccontato l’Indonesia, terra di mille lingue, religioni e tradizioni che convivono in un equilibrio fragile e prezioso. Questa pluralità è il tessuto vivo di una società che insegna come la diversità non sia un ostacolo, ma la linfa di un’armonia possibile. L’esperienza di convivenza diventa metafora e modello per un’umanità che cerca sé stessa nel rispetto e nell’ascolto dell’altro.
Le opere esposte sono molto più di forme e colori… Sono storie di identità, migrazione, lotta e speranza. La professoressa Antonia Soriente ha evocato il ruolo della comunità saveriana nel tessere legami culturali con l’Indonesia, mentre la critica d’arte Cristina Tafuri ha sottolineato come l’arte possa essere resistenza, riflessione critica e seme di una nuova umanità.
In un mondo spesso affamato di superficialità, queste opere ci ricordano la necessità di nutrire l’anima, di coltivare la capacità di empatia e di immaginare un futuro diverso.
Al centro di questa armonia, c’è anche un impegno concreto: la lotta contro la lebbra nel sud del Bangladesh e la promozione sociale delle ragazze bengalesi, spesso invisibili e vulnerabili. Franca Rivolta, medico volontario, e Patrick Biswas, mediatore culturale bengalese, hanno condiviso con dolcezza e forza il loro lavoro nelle comunità rurali dei Sunderban, dove la cura si fa gesto di amore e speranza. Qui, religiosi e laici camminano fianco a fianco, in una sintonia profonda che supera ogni barriera, uniti da un comune desiderio di giustizia e umanità. Questa alleanza è un esempio luminoso di come fede e impegno civile possano intrecciarsi per costruire ponti di solidarietà e futuro.
La serata si è chiusa in un’atmosfera di festa, con la condivisione di cibo indonesiano e italiano, un gesto semplice ma potente che ha incarnato l’essenza dell’evento: la bellezza che diventa cura, l’arte che diventa incontro, la diversità che diventa famiglia.
“Armonia nella Diversità-Selaras Ragam” è stata molto più di una mostra: è stata un abbraccio collettivo, un invito a coltivare la bellezza come antidoto alla violenza, a seminare rispetto e compassione in un terreno arido di divisioni. Un richiamo a guardare il mondo con occhi nuovi, capaci di accogliere l’altro e di costruire insieme una nuova umanità.







