Carisma è missione: Fraternità universale
Angelo, Adriano e Francisco, i tre giovani saveriani del Brasile, hanno raggiunto la loro nuova residenza, unendosi a confratelli di paesi e culture diversi che studiano teologia a Parma (Europa), a Yaoundé (Africa), a Manila (Asia).
I tre i giovani parlano della difficoltà della lingua e dei costumi diversi, ma sottolineano anche la bellezza dell'incontro tra persone di provenienze e culture diverse e manifestano la gioia di una fraternità universale. Descrivono la gioia di una fraternità universale, di quel mondo nuovo dove la parola "straniero" è cancellata; dove è possibile realizzare il progetto di Gesù "che auspica la formazione di una sola famiglia cristiana che abbracci l'umanità". Questo afferma Conforti quando, nella lettera testamento, vuole tracciare in sintesi la finalità della sua famiglia missionaria.
Dall'Italia, Francisco e Adriano descrivono la gioia di aver conosciuto i luoghi del beato Conforti. Francisco è rimasto incantato nel pellegrinaggio al santuario mariano di Fontanellato (Parma), all'inizio dell'anno scolastico: "Visitare l'altare dove ha celebrato la prima Messa il nostro fondatore è stato un momento speciale: ho pregato per tutti".
"Sapevo balbettare solo qualche parola d'italiano - scrive Adriano - ma una cosa ho capito benissimo: la fraternità. Ho scoperto una famiglia che mi ha accolto molto bene, nonostante la diversità fra le nostre culture e le nostre storie. È bello essere cittadini del mondo e incontrare fratelli, ovunque la Provvidenza ci mandi".
Adriano ha poi continuato il suo viaggio per l'Africa. A Yaoundé le difficoltà di intendersi sono aumentate, ma "è stato per me un invito a volgere il mio sguardo al cuore; allora ho goduto di sentirmi bambino, di non saper parlare, di essere visto come straniero specialmente dai bambini... Qui tutto è molto diverso, ma è novità, è vita".
Angelo è arrivato a Manila. Ha avuto la percezione di vedere realizzato il sogno del beato Conforti: "La comunione fra le culture: siamo studenti di otto nazionalità. Sono felice di iniziare questa esperienza di fraternità". Un'esperienza diventata drammatica alcuni giorni dopo, quando tutta Manila è stata investita dal tornado che ha seminato distruzione e morte.
Angelo scrive: "Abbiamo preso un grande spavento. Non avevo mai visto da vicino un fenomeno come questo. Stiamo tutti bene, ma la casa dove vive il superiore ha subito danni notevoli; l'acqua è arrivata fino al primo piano e al pian terreno ha distrutto tutto... E noi qui, nella casa della teologia, eravamo in angustia, senza notizie e senza poter aiutare, perché tutto era inondato. Solo il quarto giorno siamo riusciti a dare una mano... È stata un'esperienza sconvolgente!".








