Umanità con radici vicentine
Il vicentino p. Andrea Galvan è ricordato e amato nella città di Desio, in provincia di Monza e Brianza. Conosciuto come il “padre dei poveri”, è stato a Desio dal 1952 al 1971, per 19 anni.
Nato nel 1896 a S. Giorgio di Perlena, frazione di Fara Vicentino, a metà strada tra Bassano del Grappa e Schio, dopo gli studi ginnasiali e liceali nel seminario di Padova, è militare nella Prima guerra mondiale (dal novembre 1915 al dicembre 1919). Partecipa, come alpino portaferiti, alle azioni di guerra sul Pasubio, sull’Isonzo, sul Vodice e sul Grappa. Si distingue tanto da essere decorato con la Croce di Guerra.
Rientrato in seminario, matura la vocazione alle missioni e, dopo un incontro con mons. Conforti dei Saveriani a Vicenza, all’età di 27 anni entra nell’Istituto a Parma. È ordinato presbitero il 7 aprile 1928 per le mani del fondatore.
A 33 anni parte missionario per la Cina. Si dedica al servizio pastorale in diverse residenze, ma la salute cagionevole, la difficoltà della lingua cinese e le situazioni di brigantaggio che si ripresentavano costantemente nel Vicariato apostolico dell’Honan gli creano notevoli difficoltà.
Nel 1936 è richiamato in Italia dai superiori, che gli affidano la direzione spirituale nella Casa Madre a Parma e quella di altre comunità saveriane. Nel 1952 è destinato a Desio (MI), al servizio della Casa nella Villa Titoni e della Basilica.
In una nota della Direzione Generale del 1952 si legge. “P. Andrea divenne una figura chiave nel tumultuoso sviluppo vissuto dalla città di Desio nel dopoguerra. Gli immigrati, giunti in cerca di lavoro in una regione diversa da quella di origine, trovarono in p. Galvan uno di loro, che li aiutava a inserirsi sempre più nella vita religiosa e civile della città. Questa sua attività a favore degli immigrati - ai veneti si affiancarono poi i meridionali - si concretizzò soprattutto nel rione S. Vincenzo della parrocchia S. Pio X: per essi il p. Galvan volle realizzare la Cappella del S. Cuore. A Desio, la Basilica ricorderà a lungo il confessionale di p. Andrea. Ogni famiglia di Desio, nelle ore tristi della malattia, ha potuto vedere il volto sereno del Padre: egli desiderò essere sepolto a Desio, tra coloro che aveva amato di più… Morì serenamente all’Istituto di Desio il 16 marzo 1971”.
Il bene ricevuto è riconosciuto dagli abitanti di Desio. In uno dei luoghi da lui frequentati è stato costruito un semplice monumento e alcuni abitanti sono stati in Veneto per conoscere da vicino la sua famiglia. Ecco quanto hanno scritto.
“La figura di p. Andrea Galvan rappresenta un simbolo di identità del quartiere S. Vincenzo/Spaccone della città di Desio. Il ricordo della sua opera nel nostro quartiere, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, è ancora presente e ha ispirato l’iniziativa di dedicargli un monumento nel rione. I ragazzini, che negli anni ’60 rincorrevano la sua Topolino nelle strade polverose, oggi sono adulti e hanno voluto ricostruire anche la vicenda umana di questo sacerdote. L’occasione di questa ricostruzione ci ha permesso di conoscere i suoi familiari e comprendere il contesto umano in cui si è formato. Abbiamo così avuto modo di capire come l’umanità di p. Andrea affondasse le radici nella sua famiglia. Solidarietà e fratellanza, infatti, erano valori fondamentali nella sua azione di missionario”.







