Appuntamento da non perdere: Udine, festa dei famigliari
Quando penso alla festa dei famigliari dei saveriani friulani la mente corre lontano, al giorno in cui ho messo piede nella casa di via Monte San Michele. Qui ho iniziato la mia attività di animatore vocazionale girando nelle scuole e nelle parrocchie dove ho incontrato centinaia di ragazzi e famiglie. Qualcuno di loro è arrivato fino al sacerdozio. Ho incontrato anche i parenti di chi era già missionario, come Teresa, mamma di p. Ermanno Ferro, Grazia Maria, mamma di p. Mario Cruder, i fratelli di p. Pio Devoti, mio insegnante in teologia, e altri ancora.
Una storia per ogni famiglia
Non posso dimenticare i genitori, i fratelli e le sorelle dei miei compagni di teologia a Parma, tra i quali Clemente e Maria, genitori del compianto p. Roberto Dal Forno, e Rosa, mamma di p. Claudio Marano che è stata fino in Burundi per visitare il figlio... C'è poi Maria Romilda, mamma di p. Emilio Iurman, pescato da p. Gianni Pedrotti a Scale di Grimacco sul confine con la ex Jugoslavia, dove papà Faustino aveva dei terreni; Dino, papà di p. Edi Foschiatto, che con sorriso sornione mi ha offerto del picolit e poi mi ha osservato per vedere se capivo cosa stessi bevendo.
Con i fratelli di p. Paolo Codutti, mio compagno di missione a Shabunda in Congo, abbiamo spesso fatto discorsi impegnativi sulla chiesa e la missione. Indimenticabile è la cara figura di p. Renzo Bon, conosciuto a Kiliba nel 1976: suo papà Ercole era vigile urbano a Udine, mentre mamma Valburga l'ha accompagnato per anni con le sue preghiere. C'era il papà di p. Lorenzo Mattiussi, Celestino, da cui si andava ad aggiustare i legamenti...
Legami forti come i friulani...
Ciò che più mi ha colpito in questi anni è il legame che si è creato tra queste persone: un legame di amicizia, solidarietà e preghiera. Molti sono già volati in paradiso e queste circostanze hanno unito ancora di più la grande famiglia dei famigliari dei missionari friulani con belle iniziative, come l'incontro mensile di preghiera nella casa di Udine. Nel momento di lutto e dolore, è straordinaria la solidarietà delle altre famiglie, che non fanno mai mancare vicinanza e sostegno.
Durante la festa annuale c'è un clima che sprigiona sincera attenzione e simpatia per un ideale che ha apparentato tutti in un legame forte e sincero di condivisione cristiana, di impegno d'amore verso tutti: l'ideale missionario. Questo ideale, che è anche uno stile di vita, ha permeato e trasformato la vita di tutti, parenti, figli, fratelli, nipoti e missionari.
Grazie di cuore per questo impagabile dono.








