Anche gli alberi sognano
Cercavo le diapositive sui sette doni dello Spirito Santo per preparare i ragazzi di Barisano alla Cresima. Ne ho trovate due con l’accompagnamento musicale di Battiato e Cutugno, adatte anche per i genitori. Il sottofondo della canzone di Battiato: “…E guarirai da tutte le malattie perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…”. Le parole di Cutugno: “Figli spaventati dalla droga violentati che si lasciano morire, figli ormai lontani…”.
Tre alberi, tre sogni…
Per ricordare Gesù ai ragazzi ho raccontato la storia dei tre alberi nel bosco che esprimevano i loro desideri e le loro speranze.
- Il primo albero voleva diventare lo scrigno di un tesoro prezioso;
- il secondo albero desiderava essere una nave che solca gli oceani;
- il terzo, voleva diventare l'albero più alto e bello del bosco per la gloria del Creatore.
Un giorno i taglialegna abbatterono il primo albero per venderlo a un esperto falegname che ne avrebbe lavorato il legno; il secondo albero, che era molto resistente, per venderlo a un cantiere navale; il terzo albero, contro ogni sua aspettativa, fu tagliato senza uno scopo preciso.
Il primo albero fu trasformato dal falegname in una cassetta per il fieno degli animali in una grotta. Il secondo albero fu trasformato in una piccola barca da pesca. Il terzo albero fu tagliato in travi e lasciato in un ripostiglio. E i loro bei sogni?
Solo dopo si capisce!
Un giorno avvenne che una donna di Nazareth partorì in una grotta e adagiò sulla mangiatoia il suo bambino. Dalle parole degli angeli il primo albero capì che aveva accolto, come uno scrigno, una perla preziosa.
Trent’anni dopo, durante una tempesta sulla barca da pesca, fra amici paurosi, si addormentò un uomo che, alzandosi in piedi, gridò al vento: “Calmati!”. Allora il secondo albero capì che sulla barca aveva trasportato il Figlio del Creatore.
Dopo circa due anni una trave del ripostiglio fu trasportata da un condannato, che vi fu inchiodato sopra per farlo morire. Il terzo albero riuscì a capire che sul suo legno, trasformato in croce, era stato crocifisso Gesù, il Figlio di Dio.
Ogni albero, alla fine, ebbe ciò che desiderava, ma nel modo che non avrebbe mai immaginato. Noi non sappiamo sempre ciò che sarà il nostro futuro.
Il dono del Crocifisso…
A Luca, ragazzo autistico del gruppo, ho dato il crocefisso che portavo al collo con l’icona della croce di san Benedetto, con le due scritte: “La croce santa sia la mia luce” (l’invocazione); “Il demonio non sia il mio capo” (l’esorcismo).
Luca ha cominciato ad agitare il crocefisso, come per chiedergli il motivo del suo dolore. Veramente a volte comunicare il mistero della salvezza è difficile.







