America Latina: Due messicani e un brasiliano in missione
Sono il primo di sei fratelli, in una famiglia nàhuatl, un antico popolo del Messico. Sono entrato tra i saveriani a 22 anni. Li ho conosciuti fin da piccolo nel mio villaggio che fa parte della grande parrocchia di Santa Cruz, affidata ai saveriani.
Nei mesi di luglio e agosto ero solito andare fino a Città del Messico per lavorare e pagare i miei studi. Terminato il liceo, insieme alla mia fidanzata, decisi di andarvi a lavorare. Dopo alcuni anni, avevamo iniziato a fare i progetti per il matrimonio. Ma l'invito di un saveriano a diventare missionario non mi lasciava in pace...
Decisi di parlare con la mia ragazza. Le chiesi un anno di tempo per riflettere sul mio futuro e partii per Guadalajara, dove ho lavorato come muratore. A fine settimana andavo a parlare con i saveriani. Dopo alcuni colloqui, l'animatore vocazionale mi mandò a Torreòn, nel seminario per le vocazioni adulte.
La prima difficoltà incontrata nel cammino vocazionale è stata la mia ragazza, che non voleva accettare il mio nuovo progetto di vita e mi ha mandato... a quel paese. La seconda difficoltà è venuta dai genitori: la mia scelta aveva sconvolto i loro piani, essendo io il maggiore della casa. Ma quando sono partito, mi hanno detto: "Figlio, anche se non siamo d'accordo, sappi che in questa casa che oggi lasci la porta sarà sempre aperta per il tuo ritorno, perché noi non ti dimenticheremo mai. Noi vogliamo solo la tua felicità".
Allora non sapevo quanto lungo sarebbe stato il cammino per arrivare alla meta. Sono stato ordinato sacerdote il 23 agosto 2008, con p. René. Ci son voluti 12 anni, ma il Signore è sempre stato al mio fianco, e lo ringrazio davvero!








