Alla fine, tornare diversi
Forse è proprio questo il senso più vero della missione: lasciarsi cambiare. Come cambia lo sguardo, quando ritorni nei luoghi già visti e li rivedi con occhi nuovi. Come lo sguardo, appunto, alla prigione di Scutari. Ci sono tornata anche quest’anno e ho ripreso in mano le note del mio primo viaggio, quando per la prima volta visitammo quelle celle in pieno centro, lungo la via principale della città. Ho cercato con intenzione quella cella con il cappio alla finestra, che allora mi aveva lasciato dentro una tempesta di pensieri. È ancora lì! Immobile! Come immobile è la domanda che da allora mi accompagna. Perché?
Ho letto molto in questi anni, cercando risposte anche nei racconti più duri e dolorosi. Uno su tutti, “Il Sangue di Abele - Vivi per testimoniare” di Zef Pllumi, un testo scritto con limpidezza ma capace di scuotere nel profondo. E quei brividi sono tornati anche questa volta, camminando nei corridoi, ripercorrendo le testimonianze, ascoltando con il cuore chi lì dentro ha sofferto. Ma questa volta c’è stato un brivido in più. Una domanda nuova, più scomoda: da che parte sarei stata io? Perché in quei luoghi, in quel tempo, vittime e carnefici si confondevano spesso. Bastava poco per passare dall’una all’altra parte. Anche i carnefici avevano un volto umano: madri, padri, fratelli, sorelle... legittimati e disposti a tutto per salvare i propri cari, sordi al dolore di chi rimaneva fuori dalla loro cerchia d’affetto e protezione.
È giusto tacere queste verità ai più giovani? O è più giusto trovare un modo per raccontarle senza addolcirle, guidandoli nella consapevolezza perché non si arenino solo sulle immagini traumatiche che la storia vera evoca? Forse anche questo è parte della missione. Portare domande più che risposte, camminare nei chiaroscuri della vita senza perdere il senso dell’orientamento. E alla fine, tornare diversi. Con lo zaino più leggero e il cuore più pieno. Allora sì, ogni volta che parto continuerò a chiedermi “chi me lo fa fare?”. Ma so che, puntualmente, al ritorno, avrò già trovato la risposta.







