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Santa Teresina, nel cuore della chiesa

Siamo lieti di pubblicare questa lettera di Miryam, che conosciamo da tanto tempo. Solo dietro nostra insistenza, ha accettato di scrivere, al solo scopo di coinvolgere sempre più persone in questa iniziativa di “adozione dei missionari”, nella preghiera e nel sacrificio.

Spesso aderiscono a questa proposta persone della terza e quarta età... Perciò la sua testimonianza ha tanto più valore, se pensiamo che Myriam è ancora molto giovane: poco più che trentenne.

Grazie, Miryam. Dio ti benedica e ti doni, oltre alla salute piena, pace e gioia dello Spirito, anche un po' di salute fisica, che da anni non hai. Ma Dio a volte pensa in modo diverso, come dimostra chiaramente la vita di santa Teresina.

  • p. Nazzareno, sx

All'interno di un monastero carmelitano, in una cella povera e silenziosa,

una suora poco più che ragazza dai grandi occhi infantili e luminosi, sta scrivendo su un diario i suoi pensieri d'amore. Lei ancora non lo sa, ma quelle parole così appassionate faranno il giro del mondo, realizzando in pieno il programma di vita che Dio affida alla ragazza: ”far amare l'Amore”. Il nome della giovane suora è Teresa di Gesù Bambino.

Far amare l'Amore

Teresa scopre, per intuizione divina, che la chiesa ha un cuore e che questo cuore batte d'amore per ogni uomo e ogni donna. Ella sente di vivere al centro della chiesa. Per questo il suo spirito, lungi dal rimanere limitato nelle regole del convento, si espande oltre ogni confine, fino ai paesi più lontani, per portare l'amore di Cristo che salva.

Leggiamo alcune parole annotate sul suo diario: “Nonostante la mia piccolezza, vorrei illuminare le anime come i profeti e i maestri della chiesa. Ho la vocazione di apostolo. Vorrei percorrere tutta la terra, predicare il tuo nome e piantare sul suolo infedele la tua croce gloriosa. Vorrei essere una missionaria non solo per qualche anno, ma vorrei esserlo stata fin dalla creazione del mondo, ed esserlo fino alla fine dei secoli…”.

Una fraternità spirituale

Teresina di Lisieux sente che è giunta l'ora in cui ogni battezzato deve ritenersi cristiano in proporzione di quanto si sente e si mostra missionario. In una “messe” sempre crescente, come è l'umanità, il numero dei missionari non sarà mai sufficiente per la salvezza di tutti. Nei suoi scritti, spesso rivela con gioia che “ogni missione e vocazione missionaria è sempre frutto di uno sguardo e una predilezione divina rivolta all'anima chiamata”.

Anche quando la tisi la costringe a non poter lasciare il bianco letto dell'infermeria, ella continua a svolgere in pieno il suo compito di educatrice delle novizie. Non solo, ma realizza una grande “missione spirituale” adottando due giovani studenti, futuri sacerdoti. La chiesa ha riconosciuto questo grande atto apostolico proclamandola “patrona delle missioni”. Questa “fraternità e maternità nello spirito” è accessibile ad ogni creatura che desideri essere innamorata di Dio.

La croce, sorgente di luce

Sono passati ormai tanti anni da quando santa Teresina, “il piccolo fiore”, ha sfogliato gli ultimi petali ai piedi di Gesù Bambino. La chiesa l'ha proclamata “patrona delle missioni”, a pari merito con san Francesco Saverio, perché è stata missionaria autentica, al massimo della capacità del suo spirito e del suo cuore.

Coloro che l'hanno vegliata negli ultimi giorni della sua malattia, si sono convinti che la croce, anche qui in terra, può diventare sorgente meravigliosa di luce. Se la si soffre e la si offre con Cristo al Padre, quella croce si trasforma in un riflesso puro e ridente della sua bontà infinita.

Teresina lo ha detto e scritto: “Nel cuore della chiesa io sarò l'amore”.

MIRYAM MUGHINI.



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