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47 anni fra i poveri del Brasile: P. Remigio Serra

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Sarà per la sua disarmante umiltà, sarà per la sua coraggiosa scelta di vita, sarà perché alla sua veneranda età è ancora capace di fare scelte "controcorrente", sta di fatto che il saveriano p. Remigio Serra continua a sorprendere per la sua spassionata dedizione al prossimo, specialmente ai poveri.

Una decisione sorprendente

Il 2 ottobre 2011, la cattedrale era gremita di fedeli per la ricorrenza del 50° anniversario di sacerdozio del missionario terralbese. Durante l'omelia, tutti si attendevano l'annuncio del suo definitivo rientro nel paese natio, e invece padre Remigio, con voce calma ma decisa, ha spiazzato tutti: "Ci dobbiamo salutare nuovamente, perché nei prossimi giorni riparto per San Paolo".

Dopo 47 anni vissuti nelle missioni del Brasile, all'età di 84 anni e con una salute debilitata, il saveriano terralbese vuole essere ancora a totale disposizione della congregazione fondata dal vescovo san Guido Conforti. Il nostro evangelizzatore non andrà più nei villaggi, ma si dedicherà al lavoro d'archivio nella casa saveriana di San Paolo. "Tanti conoscenti e i sacerdoti del paese mi hanno chiesto di rimanere a Terralba - dice con cuore docile - ma ho deciso di tornare in Brasile, dove ho trascorso gran parte della mia vita e dove mi sono trovato benissimo".

Da Terralba a Roma e Parma

Padre Remigio frequenta le elementari e la scuola di avviamento a Terralba. Grazie all'aiuto del vice parroco don Cauli, frequenta il ginnasio a Cagliari e nel 1943 entra in seminario dai gesuiti, sempre a Cagliari. A causa della guerra, preti e seminaristi si trasferiscono a Sedilo, dove c'è il santuario di San Costantino. Lì rimangono due anni. Fanno scuola in locali adiacenti, ospitando in classe anche studenti del paese.

Completati gli studi ginnasiali, egli frequenta l'università Urbaniana, a Roma, dal 1949 al 1951. In quel periodo a Roma c'erano vari sacerdoti terralbesi: p. Vinci della congregazione Madre di Dio, insieme a p. Luigi Lai, p. Carmine Lilliu, p. Quintino Manca e p. Bruno Dessì. Rientrato a Terralba, incontra don Curreli che aveva ottimi rapporti con i saveriani. Grazie alla sua disponibilità, conosce e apprezza l'opera dell'istituto fondato da mons. Conforti e nel 1957 va a Parma nella casa madre dei saveriani. Dopo il noviziato saveriano a San Pietro in Vincoli (RA), nel 1961 è ordinato sacerdote.

La missione in Brasile

Il superiore dei saveriani vuole inviare p. Remigio in Bangladesh, ma la decisione non si concretizza. Dopo alcuni mesi nella casa saveriana di Pegli, il superiore generale p. Castelli gli chiede se vuole andare in Brasile. Lui accetta con grande entusiasmo, pur non conoscendo il portoghese. Così parte alla scoperta di un mondo nuovo. Era il 1964 e aveva 37 anni.

Rimane a San Paolo tre mesi per imparare la lingua portoghese, poi arriva la prima destinazione: la parrocchia di Santa Mariana, nello Stato brasiliano del Paranà. È una zona povera, dove gran parte della popolazione viveva alle dipendenze dei colonizzatori che sfruttavano i terreni finché potevano e poi li abbandonavano, lasciando desolazione e miseria. Dopo un anno, avviene il trasferimento a Londrina e poi a Laranjeiras do Sul, al confine con l'Argentina. Qui rimane sei anni.

Sono contentissimo!"

Dopo Laranjeiras do Sul, p. Remigio è a Curitiba e poi, dal 1974 al 1988, nel seminario di Jaguapita, dove si formano i giovani aspiranti saveriani. Qui insegna inglese, fisica, chimica e biologia. Il suo desiderio, però, è sempre rimasto quello di vivere nelle parrocchie; e così torna a Santa Mariana. Nel 1992 svolge l'apostolato nella parrocchia di Coronel Fabriciano, nello Stato di Minas Gerais, fino al 2008 quando si trasferisce nella casa saveriana a San Paolo.

Della sua scelta di vita dice: "Sono contentissimo: la rifarei anche oggi". Gli auguriamo tanta felicità, per tanti anni ancora.



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