Grazie per camminare insieme a noi
Egregio direttore, essendo per età non tecnologica, le voglio scrivere a mano anch’io alcuni miei ricordi. Sono nata a Travazzano di Carpaneto (PC). Abitavamo ai piedi del castello Sidoli dove, al tempo della guerra, erano sfollati i saveriani di Parma. Venivano tutti i giorni per prendere il latte appena munto e poi anche i formaggini che faceva la mia mamma. Per noi, mia sorella classe ’39, io ’41 e mio fratello ’43, era un’abitudine vederli in casa e per mia mamma, come mi diceva sempre, sono stati di grande conforto nel momento tragico della perdita dei suoi due fratelli, militari italiani, deportati in Germania dopo l’armistizio e non più tornati. Mi parlava spesso di p. Perlini e anche di p. Cavalca. Finita la guerra, i saveriani sono tornati a Parma, in famiglia sono arrivati altri due fratellini, ma mamma tutti gli anni a Natale mandava un’offerta a Sant’Antonio di Padova, al quale era molto devota, e ai saveriani. Lei è mancata nel 2007, a 94 anni. Io mi sono sposata con Giorgio, giovane della provincia di Parma. Quando sono entrata nella nuova famiglia, ho trovato la stessa abitudine all’offerta, tutti gli anni a Natale. Ora sono rimasta sola ma, fino a che potrò, continuerò. La saluto cordialmente. M.
Solo la M, perché la firma di questa gentile lettrice e sostenitrice non si capisce con chiarezza e la lettera arrivata in redazione non porta mittente. Per cui, prima di tutto, chiediamo di farci capire, se lo desidera, il nome corretto per rapportarci in modo più diretto e confidenziale. E poi, ancora una volta, grazie per questa pagina di ricordi aperta per noi, come sfogliare un album di fotografie, un vero diario dei sentimenti. È sempre un’emozione vedere come si intrecciano le vite di chi ci legge e segue con quelle dei saveriani. Le vostre storie si uniscono, si sovrappongono alle vicende dei missionari, qualche volta in modo inconsapevole, casuale. Da allora non ci si lascia più. È proprio vero che il Bene si semina poco a poco e cresce senza far rumore, si espande e lascia frutti inimmaginabili. Come già sottolineato altre volte, i legami ci rendono più ricchi e creano una sana dipendenza che va oltre il denaro e sedimentano nel ricordo. Grazie comunque per il sostegno, cadenzato e calibrato. Aiutateci anche a diffondere il nostro mensile tra chi ha il piacere di conoscere il lavoro dei missionari nel mondo e il loro punto di vista. Per motivi di spazio, non possiamo pubblicare tutti i contributi che arrivano in ogni modo, ma vi assicuriamo che sentiamo il vostro calore ed affetto che ricambiamo. Continuate a camminare insieme a noi.







