“mama, sababu gani mtoto wako analia? Umtulize, ikikupendeza (mamma, perché il tuo bambino piange? Consolalo)”. La mamma mi guarda con due occhi tristi, poi mi dice: “mtoto wangu anasikia njala. Sina maziwa kwa kumpatia. Bwana yangu alienda kununua maziwa ya kisanduku(en boite) ya Nestlè. Lakini bey ni kali na sisi tunakosa franka. Ikiwezekana, unisaidie kidogo (il mio bambino ha fame. Non ho più latte da dargli. Mio marito è andato a comperare il latte in polvere della Nestlè, ma il prezzo è troppo alto e non abbiamo soldi. Se puoi, aiutami un pochino)”. Mi faceva pena, perché non era l’unica ad avere questo problema. Rientro in casa e le do un po’ di latte in polvere. Poi le dico che se può venire a fare qualche lavoretto, cercherò di dargliene dell’altro. Lo so che costa. A noi, dall’economato diocesano, arriva nei sacchi e non possiamo aiutare tutte le mamme. Le consiglio di andare dalle suore a fari spiegare come può nutrire meglio il suo bambino. Io cercherò di convincere il marito a prendersi cura del figlio e di sua mamma, invece di andare a bere i pochi soldi che riceve dal suo lavoro.







