P. Armando Coletto ci scrive dal Chad, Natale 2020
E i bambini continuano a giocare! I ragazzi continuano a ridere e scherzare! I sorrisi non mancano, la gente saluta, si direbbe come se niente fosse. Eppure stanno vivendo in situazioni limite, le notti sono fredde, bagni inesistenti, come casa quattro teli o qualche tenda. Siamo in un campo “profughi” : le inondazioni dei fiumi alla fine della stagione delle piogge hanno invaso interi quartieri della periferia di N-giamena. Case crollate, cortili e stanze invasi dall’acqua, strade trasformate in fiumi, si vedono le piroghe circolare. Sembra di essere… a Venezia ! Celebro la messa con loro sotto un albero, tra le tende. Una sessantina di persone si avvicina. Qualche stuoia, delle panche che vengono fuori dalla tendopoli, un tavolino che rischia di sfasciarsi da un momento all’altro e che mi serve da altare. Fischia un vento forte e fresco che fa volare anche le cose della messa. Si prega con fervore: sono venuti (le autorità) a fare un giro e poi sono partiti. Nessuno aspetta nulla dal governo o dall’amministrazione. Siamo abituati ai discorsi alle promesse. Ci resta solo Dio. Qualche parola di commento alla Parola della domenica : cosa dire, quale “buona notizia” in una situazione del genere ? Denuncio le negligenze dell’amministrazione: il canale che avrebbe dovuto contenere le acque di esondazione dei fiumi non è stato mantenuto come necessario. L’acqua ha facilmente trovato le sue strade per riversarsi sui quartieri. Non solo: questa gente è già stata vittima nel 2013 dello stesso fenomeno ed è stata istallata qui. Ma non proprio dove doveva esserlo: la parte più alta della zona che era destinata agli sfollati è stata piuttosto venduta a una società. La gente ha ricevuto degli spazi nel settore più basso. Ed eccoci ancora d’accapo. Quale “Vangelo” annunciare a questa gente ? la buona notizia sarebbe la fine del loro calvario quotidiano. Per fortuna “Corona” – come dicono qui – non ha infierito qui in Ciad. Almeno quello! Ma immaginarsi le condizioni d’igiene, la malaria, il tifo e tutto il resto nei campi degli sfollati (ce n’è un altro a poca distanza). … E i bambini continuano a giocare! I ragazzi continuano a ridere e scherzare! Le giovani madri sono sempre felici di mettere al mondo una nuova creatura. Una nascita è sempre festa, qui da noi. Natale tutti i giorni.
Non mi resta che augurare un autentico Natale agli amici e parenti credenti. Padre Marco Bertoni e l’ultimo arrivato padre Aimé Nshole (congolese) salutano e augura-no anche per l’anno nuovo. Noi stiamo bene.Ogni bene a te, a voi.
Padre Armando dal Ciad
13 dicembre 2020







