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Le buone pratiche dell’Accoglienza: i colori della diversità

Le buone pratiche dell’Accoglienza: i colori della diversità

Domenica, 10 Giugno 2018 Salerno

[https://www.laicatosaveriano.it] - Giovedì 7 giugno presso la Sala del Gonfalone del comune di Salerno si è svolto l’annuale convegno della Festa dei Popoli di Salerno. E’ stato il programma di questa festa giunta alla decima edizione e che culminerà con la Festa in Piazza della Concordia domenica 17 dalle ore 17.00.

Il tema di questo anno sono i COLORI della tradizione dei diversi popoli che abitano il territorio Salernitano

A chi chiede se Salerno e la nostra provincia sia davvero accogliente, Antonio Bonifacio, direttore dell’ufficio Migrantes della diocesi di Salerno e Campagna rigira la domanda a tutti noi: se noi come singoli e come gruppi decidiamo di voler accogliere e operare accoglienza, come cittadini possiamo a nostra volta chiedere e pretendere che la nostra città sia accogliente.

Anche per questo al convegno sono state illustrate tre modi ed esperienze diverse di pratica di accoglienza.

L’esperienza della Caritas di Benevento che ha creato una rete di quindici comuni riuniti da un manifesto comune, dall’esigenza di passare da un sistema” Welfare dei servizi” ad un sistema di “welfare delle relazioni”. Si tratta di evitare che l’”accoglienza” sia un affare economico solo per alcuni ed uno sfruttamento del lavoro per altri; una realtà che spesso appare come un luogo di parcheggio di persone nullafacenti bighellonanti e ghettizzate…

Il progetto nasce dal discernimento di piccole comunità locali tese a dare risposte di senso e di futuro tanto ai fenomeni di invecchiamento e spopolamento dei nostri piccoli paese (il 75% de paesi hanno meno di 15000 abitanti) sia di dare una risposta umanizzante agli immigrati. Tutto ciò viene concretamente fatto attraverso strumenti di welfare già esistenti: il reddito di inclusione, i budget di Salute, e gli SPRAR. Un modo per coniugare in modo virtuoso le possibilità di uno sviluppo locale con l’esigenza di trovare un luogo di lavoro, dove risiedere e costruire nuove relazioni una vera seconda patria per migranti.

I grandi movimenti di masse per motivi economici climatici e politici hanno reso coscienti i Missionari ad gentes di quello che con uno slogan efficace è stato descritto come La Missione che viene a noi.

A Modica, in Sicilia, Una comunità intercongregazionale ha deciso di operare senza struttura e con povertà di mezzi in una realtà piena di immigrati provenienti dagli sbarchi nel Mediterraneo. Adriana Marsili lavorando con un laicato che ritiene fantastico e sovrabbondante ha ritrovato il senso e la realtà dei suoi 48 anni di Missione. Missione con i Portoricani negli USA e poi con i Portoricani in Portorico 15 anni in Sierra Leone 11 anni in Camerun e un po’ di Messico. Fra i rifugiati Adriana ricorda di essere rifugiata. E’ stata prigioniera dei ribelli in Sierra leone ed è dovuta fuggire dal Camerun per le minacce di Boko Haram: Ma ha coscienza delle differenze: quando è stata catturata dai ribelli della Sierra Leone vivendo le sofferenze di quel popolo si è resa conto che l’attenzione e la mobilitazione internazionale per la loro cattura (erano 7 bianche) non era stato riservato agli altri prigionieri né alle sofferenze di un popolo che da cinque anni viveva una guerra tremenda. Indifferenza e la malvagità verso i poveri che Adriana insieme a tanti volontari vuole sconfiggere. Non a caso nel concludere il suo intervento ci racconta la storia di un migrante morto di stenti ma con in tasca delle poesie scritte da lui tra cui una con un verso che lascia il segno “chiedimi da dove vengo…”.

Il funerale delle 26 donne Nigeriane sbarcate morte a Salerno dà una svolta alla ricerca dei ragazzi della VF del “liceo artistico Sabatini Menna” di Salerno

Una esperienza di alternanza scuola lavoro che si trasforma in un importante incontro che è testimoniato da questo video: OUMAR Video.

Infine dal video ad un’esperienza diretta. le poche timidi parole di Maussin, ragazzo marocchino, che racconta la sua avventura sul mare insieme a 750 persone arrivato sul mare dopo essere stato chiuso in Libia in una casa con 150 persone


Claudio Condorelli

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